RODI GARGANICO (FG) – La fotografia c’è, chiara, pulita, ben visibile a tutti. Ora bisogna costruire una solida cornice intorno e presentarla all’opinione pubblica, alle Istituzioni di ogni livello e grado, alla politica e soprattutto alla “buona politica”. Il cammino non sarà facile poiché sappiamo bene che questa idea è circondata da scetticismo, poca fede e, ad ogni curva si nasconde uno sfasciacarrozze pronto ad alzare l’indice. Il futuro e la solidità di questa Città è tutta nei contenuti; ognuno è tessera importante dell’insieme e l’insieme rende forte l’idea.
In una precedente intervista il sindaco di Vico del Gargano, avv. Raffaele Sciscio, disse che la dote che avremmo portato alla costruzione della Città si reggeva su due fattori importanti: agricoltura e turismo. Una dote che qualifica e facilita il percorso soprattutto se sorretta da una buona programmazione e da buoni numeri; Atti e Fatti alle nuove sfide. Agricoltura da noi significa sostanzialmente le future politiche sui prodotti, sul cibo, su quel vasto mondo della gastronomia turistica che in questi ultimi tempi è diventato un’area in continua espansione e sul Gargano ancora non del tutto espressa. Il valore dei prodotti tipici in Italia ha superato i 40 miliardi di euro. Una intelligente comunicazione/informazione su olio, carne, pesce, prodotti da latte, ortaggi, frutta, prodotti del bosco, vino, sono preziosi antidoti ai cibi spazzatura, premessa a nuovi stili di vita. Da questo scaturisce un ampio spazio a nuova occupazione e reddito. Il binomio agricoltura/turismo richiama sistematicamente il ruolo futuro che gioca il territorio, quale prezioso e imprescindibile valore di sviluppo, innovazione, richiamo. Come parte viva del Gargano abbiamo il dovere di fare le nostre scelte senza aggiungere tempo al tempo.
Rileggere il nostro territorio in chiave “anni 2000” significa riflettere sui guasti arrecati da una espansione disordinata e fuori mercato, da un abnorme e colpevole consumo del suolo, da una rapida decisione sulle aree pregiate a rischio “fai da te”. Non a caso, in questi ultimi tempi, abbiamo constatato, con crescente preoccupazione e spregevole disinvoltura, che spesso il bene pubblico è considerato bene da occupare in barba ad ogni legge e regolamento. Questo è frutto esclusivo di mancanza di decisioni, scelte coraggiose, lungimiranza, senza le quali non si costruisce nessuna Città. Buon lavoro a tutti, il cammino è lungo, ma un proverbio cinese dice che “anche il più lungo dei cammini inizia sempre con il primo passo.”


