SAN MARCO IN LAMIS (FG) – “La vicinanza ai familiari delle vittime non è solo un momento di grande emozione, ma deve essere un impegno che ci assumiamo tutti, che ci possa essere realmente un seme di speranza e cambiamento. Il cambiamento ha bisogno del contributo di ciascuno di noi. La speranza ha bisogno del nostro impegno e responsabilità. Allora questa fame di giustizia e verità deve accompagnarci sempre”. A riportare le dichiarazioni di Don Ciotti, fondatore e presidente di Libera e del gruppo Abele, è l’Ansa.
Questa mattina, Don Ciotti ha preso parte alla commemorazione dell’anniversario dell’uccisione dei fratelli Luigi e Aurelio Luciani, svoltasi presso l’ex stazione ferroviaria di San Marco in Lamis.
I fratelli Luciani furono assassinati dalla mafia il 9 agosto 2017. Alla cerimonia erano presenti le vedove, numerosi cittadini e rappresentanti delle istituzioniw, in un momento di memoria e impegno civile.
“Due vite spezzate, due fratelli che restano simbolo di un dolore che non si dimentica”, le parole del sindaco di Apricena Antonio Potenza. “Ma la violenza non veste solo i panni della criminalità organizzata – ha aggiunto – Pochi giorni fa, a Foggia, Hayat è stata uccisa. Un’altra donna strappata alla vita dalla mano di chi avrebbe dovuto proteggerla. Due storie diverse, stessa radice: l’odio, la prepotenza, il silenzio che diventa complice.”

L’agguato ai fratelli Luciani
Il 9 agosto 2017, a San Marco in Lamis, i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, due agricoltori innocenti, furono uccisi dalla mafia dopo essere diventati testimoni involontari di un agguato contro il boss Mario Luciano Romito e suo cognato. I killer, temendo che i Luciani avessero visto troppo, li inseguirono e li assassinarono.
L’episodio, parte della faida tra clan mafiosi del Gargano, ha scosso profondamente la comunità e ha portato maggiore attenzione sulla presenza della criminalità organizzata nella zona. Ogni anno, la loro memoria viene onorata come simbolo della lotta per la legalità.



