Questo periodo nella mia vita sarà ricordato oltre alla morte di mio padre Sebastiano, anche per il lungo seguito di persone decedute a me care. Fra me e il Dott. Alberto Cicolella c’è stata sempre una stima reciproca ricordo per sempre quando disse su di me: mi piace come lavorate…Al Cicolella Hotel sono stato tantissime volte per fotografare manifestazioni importanti, ed una volta tra le tante che voglio ricordare quando Giulio Andreotti si prestò per scattarmi una fotografia. Gli chiesi gentilmente di scattarmi una foto e lui si prestò al fatto unico più che singolare. Diverse mie fotografie sono esposte proprio nell’atrio dell’ingresso del famoso Hotel foggiano. Quelle di Andreotti che mangia al Cicolella sono state realizzate da me alla fine degli anni ’90. Feci recapitare una copia del settimanale CRONACA VERA in copertina c’era il mio servizio sulle vere origini di Lucio Dalla, grande amico di Cicolella e Renzo Arbore. Alberto Cicolella non mi diede nessuna riflessione e commento in merito. La morte di Alberto Cicolella lascia in me un gran vuoto, sono giorni per me difficili, vedere mio padre in una bara è stato un momento drammatico, ma anche propedeutico per cambiare vita e cercare di diventare un uomo migliore, però proprio in questi giorni e stamani stavo un po’ giù. Ho appreso la notizia di Cicolella e alla mente mi sono giunti tanti ricordi a lui legati, come il momento che avevo saputo dell’arrivo di Berlusconi all’aeroporto di Foggia nel 1994, mi fiondai sulla scena per scattare una foto esclusiva che fu pubblicata nell’immediato dal settimanale nazionale CHI, e dopo la morte dell’Onorevole sul settimanale “Di Più”, tra i presenti c’era Alfredo Grassi, Alberto Cicolella e il fratello di Gianni Mongiello ad accogliere a Foggia il nuovo leader di Forza Italia nel periodo di maggiore gloria del nuovo partito che ben presto governò l’Italia guidata da Berlusconi e dal suo vice il mitico on. Giuseppe Tatarella, fratello del mio caro amico, maestro e mentore Matteo Tatarella, editore del Quotidiano di Foggia, per cui ho lavorato nella qualità di fotografo per oltre ventennio. Nell’Hotel di viale della Stazione ho fotografato Eleonora Brigliadori, Vittorio Sgarbi, Fausto Leali…e tantissimi vip ancora che nemmeno più ricordo…
Nelle vesti di Vice Presidente dell’Associazione Pro padre Pio l’Uomo della Sofferenza di Torino, nel 2008 in quel luogo abbiamo fatto la prima conferenza stampa in merito alla riesumazione di padre Pio che fece parlare tutto il mondo. Alberto Cicolella mi vedeva apparire come se fossi un grillo all’improvviso, a differenza di altri lui era un vero Signore, dal cuore nobile. Non voglio citare personaggi foggiani da cui ho ricevuto insulti, e minacce di morte, per il lavoro che svolgo in modo professionale, ma alla fine tutto quanto faceva parte del gioco…Ho sempre accettato minacce e insulti. Facevo scorrere. Dall’altra parte della medaglia: c’era chi mi premiava con il Premio Donato Menichella, per esempio…il premio Padre Pio a Salerno, oppure mi chiedeva di stringermi la mano per quello che con il mio lavoro difficile da compiere ogni giorno. Alberto Cicolella si congratulava con me. Di questo Nobile uomo, serberò sempre un bellissimo ricordo. Rispettoso del mio lavoro e credo anche di tutti gli altri… ricordo quando il Presidente della Repubblica Ciampi era ospite dell’Hotel Cicolella, io grazie a Cicolella ebbi l’onore, di essere ospite e non di mangiare a fianco del capo di Stato, ma in un ambiente adiacente a pochi metri dal luogo dove erano presenti tutti i personaggi militari e politici, mangiare lo stesso menù e sorseggiare lo stesso vino (Cacc’e Mmitte della di Alberto Longo di Lucera, il migliore vino del mondo) edizione speciale per il grande evento e fui omaggiato anche di una bottiglia da portare a casa con l’etichetta speciale che riporta “per la visita a Foggia del Presidente della Repubblica Ciampi” non l’ho mai stappata, per me è un ricordo importante di Ciampi e di Alberto Cicolella al suo cospetto mi faceva sentire sempre importante fin da quanto ero un ragazzo che girava sempre con la macchina fotografica in mano.




