Sanità Foggia, Gatta: “Sale operatorie inaugurate cinque mesi fa e ancora chiuse”

“Non solo il buco della sanità ogni giorno che passa diventa sempre più grande, quasi come una voragine e si corre il rischio che si chieda ai cittadini di sobbarcarsi un altro sacrificio con l’aumento delle tasse. Ormai siamo a ben 369 milioni di euro.

Non solo per anni ci siamo sentiti la favoletta che <tutto va bene madama la marchesa>.

Non solo tutto questo si ripercuote su un servizio inadeguato che penalizza prima di tutto i pazienti e poi il personale sanitario (fatto anche di eccellenze) che non viene messo nelle condizioni di lavorare nel migliore dei modi.

Ma il governo regionale si permette anche il lusso di tenere ferme strutture che qualche disagio poterebbero eliminarlo. Sto parlando delle nuove sale operatorie del Policlinico Riuniti di Foggia che, dopo l’inaugurazione dello scorso 8 ottobre attendono l’ennesimo passaggio burocratico. A distanza di oltre cinque mesi, infatti, si parla soltanto ora della richiesta di collaudo. Una situazione che lascia francamente sconcertati.

Parliamo di strutture moderne, realizzate grazie a un investimento di circa 12 milioni di euro, finanziato anche con fondi del PNRR, che avrebbero dovuto rappresentare un salto di qualità per la sanità foggiana. Invece, a cinque mesi dall’inaugurazione ufficiale, quelle sale sono ancora chiuse e inutilizzate. È difficile comprendere come a distanza di sei mesi non siano stati ancora completati tutti i passaggi necessari per rendere operative le strutture. Se davvero mancavano procedure fondamentali come il collaudo e le verifiche formali, allora ci troviamo di fronte all’ennesimo esempio di tanto fumo e poco arrosto, utile solo in campagna elettorale per chi ha cercato e preso voti soprattutto nel mondo della Sanità.

La sanità pugliese, e in particolare quella della Capitanata, ha bisogno di servizi che funzionino davvero. Ogni giorno di ritardo significa interventi rinviati, pazienti costretti ad aspettare e personale sanitario che lavora in condizioni più difficili del necessario. Per questo chiediamo alla Regione Puglia e alla direzione sanitaria di fare piena chiarezza sui tempi e di accelerare immediatamente tutte le procedure”.

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