Apricena onora i suoi eroi: la caserma sarà dedicata al Carabiniere Giuseppe Riddei

Apricena (FG) – A seguito di una ricerca storica condotta dal Comandante della Stazione Carabinieri di Apricena, il Luogotenente Antonio Mazzarella, in merito a un fatto di cronaca, avvenuto durante la Grande Guerra, dove persero la vita due giovani Carabinieri Reali, è nata l’iniziativa di intitolare la locale Stazione Carabinieri a uno dei due giovani militari uccisi.

In passato era già stata intitolata la Caserma dei Carabinieri di Troia al Carabiniere Reale Antonio Marzullo, sua città natale; mentre del Carabiniere Reale Giuseppe Riddei, originario di Roio Piano (Aquila) si era persa la memoria. Di fatto di quest’ultimo si sconosce il luogo di sepoltura. Della vicenda occorsa 108 anni fa in paese, ad Apricena, era rimasto un debole sussurro tramandato oralmente tra gli anziani del paese della grotta di “N’Nnill” e della “Solacciata”, a cui Carlo Florio aveva dedicato un componimento.

La meticolosa ricerca condotta dal Comandante Mazzarella, in collaborazione con Maresciallo Ordinario Antonio Mirco Beneduce e Maresciallo Ordinario Simone Quarta, ha portato alla ricostruzione meticolosa della triste vicenda, scoprendo il luogo e il responsabile del duplice delitto, le decorazioni dei due giovani Carabinieri Reali, entrambi insigniti della Medaglia d’Argento al Valor Militare, e tutta una serie di documenti storici che saranno raccolti in un libro di prossima pubblicazione che trarrà dall’oblio numerose vicende storiche avvenute ad Apricena dall’anno di fondazione della Caserma fino ai giorni nostri.

L’intitolazione della Caserma di Apricena al Carabiniere Reale Giuseppe Riddei è prevista per il prossimo 26 settembre e in tale occasione verrà scoperto un artistico monumento in pietra realizzato dallo scultore Del Campo Antonio su disegno del Maresciallo Ordinario Antonio Mirco Beneduce, rappresenterà per il futuro il luogo della commemorazione. Intanto il 24 luglio, dopo 108 anni, alle ore 07:30, per la prima volta è stata celebrata una toccante commemorazione presso la grotta teatro del fatto di sangue, dove la tromba ha suonato il silenzio di ordinanza proprio nell’orario in cui le due giovani vite venivano stroncate da due fucilate ad opera di un disertore, che nella grotta si era nascosto per sfuggire alla sua cattura.

Presso la grotta, già conosciuta anticamente come grotta della “Ficura” e poi come grotta dei “N’Nnill”(nomignolo dell’assassino), è stata scoperta una lapide che tramanderà ai posteri il nome dei due Carabinieri Reali a nome dei quali la grotta è stata registrata al Catasto delle grotte pugliesi con numero PU 2687, oggi denominata “Grotta Carabinieri Reali Riddei e Marzullo”, in collaborazione con gli speleologi dello Speleo Team Montenero di San Marco in Lamis. La grotta ad oggi ricade nella proprietà privata del sig. Mascolo Domenico, che ha sostenuto con entusiasmo l’iniziativa.

Nella resa agli onori hanno partecipato le autorità militari, religiose e civili, tra le quali il Comandante del Comando Compagnia Carabinieri di San Severo Magg. Marco Vanni, Il Comandante della locale Stazione Carabinieri, Luogotenente Antonio Mazzarella con i suoi Carabinieri, il Comandante del Nucleo Carabinieri Parco di San Nicandro Garganico Maresciallo Capo Giuseppe Cursio, il Comandante del Nucleo Carabinieri Forestale Brigadiere Pio Speraddio, Don Roberto De Meo, parroco della parrocchia Beata Maria Vergine del Rosario, che ha benedetto la grotta e la targa, i Sindaci del Comune di Apricena Ing. Potenza Antonio e Troia Dott. Caserta Francesco, la Polizia Locale di Apricena, privilegiati destinatari di un nobile esempio di valori, quali il sacrificio nell’adempimento del proprio dovere, che a più di un secolo di distanza sono più che mai attuali e il recente sacrificio del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie è testimonianza di come la Fiamma dell’Arma, ieri come oggi, arde con lo stesso vigore.

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