“Diamo linfa al bene”, Foggia celebra trent’anni della legge 109/96 nella Bottega che porta il suo nome

FOGGIA – Il 7 marzo 2026 ricorrono i trent’anni della Legge 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie. Una conquista fondamentale che ha trasformato i beni confiscati alle mafie in spazi restituiti alla collettività. Per questo, il 6, 7 e 8 marzo, in tutta Italia, le piazze e le strade saranno animate con la campagna “Diamo linfa al bene” promossa da Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, un’occasione per celebrare questa storia e rilanciare una richiesta concreta: che il 2% del FUG (Fondo Unico Giustizia) venga destinato stabilmente al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati. Saranno proprio i questi i temi al centro dell’incontro organizzato dal consorzio di cooperative Oltre e il Presidio di Libera Foggia “Nicola Ciuffreda e Francesco Marcone” nell’ambito dei tradizionali “Venerdì in Bottega” in programma a Foggia venerdì 6 marzo 2026, alle ore 18.30, nella bottega-cucina “centonove/novantasei”, allo Slow Park in viale Manfredi. Un avamposto di cultura e sapori che sin dal nome vuole raccontare l’efficacia della legge 109/96, la normativa che consente la restituzione alla collettività delle ricchezze e dei patrimoni sottratti alle organizzazioni criminali favorendone il riutilizzo pubblico e sociale.

All’incontro intitolato “Legge 109/96. Trent’anni di beni restituiti alla collettività” saranno presenti: Giuliano Sereno, referente Presidio cittadino Libera Foggia; Adelmo Monachese, bottega “centonove/novantasei”; Anna Rita Zichella, presidente del consorzio Oltre. Sarà un’occasione per riflettere sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, uno degli strumenti più efficaci per colpire le mafie, attaccandole nei loro patrimoni e nelle relazioni di forza con le quali ingabbiano i contesti territoriali. Si parlerà inoltre della campagna “Diamo linfa al bene”. Oggi il denaro sequestrato e confiscato confluisce nel Fondo Unico di Giustizia (FUG). Per questo, Libera e chiede che una piccola quota, pari al 2%, venga reinvestita in modo continuativo per sostenere il riutilizzo sociale e la rigenerazione dei territori. Sarà poi la volta del racconto a cura della bottega centonove/novantasei dei prodotti presenti tra gli scaffali realizzati proprio sui beni confiscati alla criminalità in cui si portano avanti progetti di agricoltura sociale. Vino, passate di pomodoro, sott’oli e tanto altro ancora, a testimonianza di come luoghi un tempo simbolo di potere sono stati trasformati in luoghi di inclusione, giustizia sociale, lavoro, economia.

I “Venerdì in Bottega” accolti negli spazi di “centonove/novantasei” hanno la finalità di favorire la conoscenza di autori/autrici, degustare prodotti del territorio, capire che l’inclusione sociale di chi vive in fragilità passa anche attraverso il lavoro, le relazioni, le possibilità. Ed i temi in programma il 6 marzo seguono questo filone. Al termine dell’incontro ci sarà la degustazione dei prodotti della bottega-cucina.  

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