“Don Gernaldo Conti è con San Luigi Orione: nell’Alto dei Cieli al cospetto di Dio…”:

FOGGIA – La camera ardente è stata allestita nella Cappella di San Luigi Orione adiacente al Santuario della Madonna Incoronata, sotto i portici, al fianco dell’Auditorium intitolato a don Orione e in cui oggi si svolge un importante incontro che riunisce tutti i catechisti della Diocesi di Foggia, in modo casuale, ma mica tanto, considerato che don Gernaldo Conti, muore alle ore 1,10 durante la notte, in modo sereno si spegne il suo corpo per liberare l’anima dal pesante involucro materiale temporaneo, per giungere dal suo maestro don Orione, nel giorno in cui si celebra l’anniversario della morte del suo “Santo preferito”: Carlo Acutis. Don Gernaldo stravedeva per i giovani e per i giovani viveva, sono l’ossigeno del futuro umano e per Acutis aveva incontrato la sua mamma, aveva scritto anche un libretto, dal titolo “Carlo Acutis e l’Eucaristia”, esposto stamani vicino alla salma del Santo sacerdote orionino e come ha annunciato il suo confratello Don Gaetano Ceravolo durante la prima messa mattutina domenicale odierna.  Migliaia di fedeli stamani hanno fatto la fila per rendergli l’ultimo omaggio…

Lo scenario: la recita del Rosario, la salma è vicino al Sacramento e l’immagine della Madonna gran Madre di Dio, tra le sue mani il corpo di don Gernaldo, mantiene saldo un libricino dal titolo  “Il Vangelo di Gesù” e la corona del rosario da cui non si separava mai, sgranava sempre il rosario sulla sua carrozzina motorizzata, che non gli impediva mai di fare una vita normale, grazie anche all’amore offerto dai suoi confratelli che lo hanno sempre valutato una risorsa umana e di memoria importante del Santuario Mariano più importante al mondo.

Dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno dell’epoca nelle pagine di Capitanata, del 6 e 7 maggio del 2015 viene raccontato il grave fatto di cronaca nera che per fortuna non è finito nel sangue.

Giuseppe Saldutto suo amico oltre un decennio, aveva seguito i suoi insegnamenti a stare saldi nella Fede, ma anche ad essere seri e perseverare fino al Trionfo. Saldutto ricorda: “Una volta gli chiesi di diventare mio Padre spirituale, mi disse “non sono in grado”. Mi confessavo da Lui. Mi conosceva bene: sapeva il mio carattere complicato, detonante e sbarazzino. Però quando mi chiamava nel Santuario anche pubblicamente -il giornalista di padre Pio… – io mi sentivo il più forte di tutto il mondo…nel mio Santuario, dove sono stato battezzato e ho ricevuto la prima comunione dalle mani di p. Stefano Zitti confratello di padre Pio…mi sentivo SuperMan, anzi di più…TigerMan…Ogni sua richiesta era un comando da eseguire. Una volta mi chiese di comprargli alle Paoline di Foggia un libretto “lettera ai sacerdoti italiani” di Papa Francesco (in cui sono scritte le indicazioni Papali dirette ai Sacerdoti, per esempio in quel libretto, che ritenni interessante – l’avevo letto in modalità clandestina – che il Pontefice indicava ai Sacerdoti di fare prediche più brevi possibili ndr) un piccolo manuale destinato ai Sacerdoti secondo la linea di Papa Francesco. Chissà…forse per invogliarmi a non essere più selvatico nei confronti di Papa Francesco, con il quale ero sempre in conflitto e per il quale ho sempre pregato, nonostante le correnti politiche religiose ci dividevano, per le nostre appartenenze e formazioni religiose, forse era un invito per me, che avevo ricevuto nell’infanzia dai Frati Cappuccini di padre Pio una formazione conservatrice e paramilitare, sviluppata nell’ordine e nella disciplina, come nel Regime Fascista e non a questo punto ad esser fedele alla Chiesa che – anche quando ti percuote ti è madre – affermava padre Pio da Pietrelcina. Purtroppo questa regola non l’ho seguita diverse volte e chiedo perdono e scusa a Dio, che conosce il mio cuore e che non posso comandare e per cui non posso far a meno di essere antiprogressista militante da sempre. Le guerre sante da me condotte, sono state fondate dal mio credo e avere Fede in ogni giorno che spero di vivere nella Divina Volontà. Ricorderò per sempre e con affetto don Gernaldo con il quale, ho collaborato assieme al collega Francesco Molinaro in alcuni incontri e convegni dedicati ai giovani, ricordo che alla fine dell’evento formativo il Santuario offriva la pizza e l’aranciata dei dolci, momenti bellissimi…mangiare nel convento ed essere utili soprattutto come nel giorno di un mio compleanno il 3 marzo del 2019, don Gernaldo mi incaricò di contattare Il dottor Luigi Campofreda da Caserta, allora Consigliere della Nazionale e della Federazione Italiana Scherma, quindi riuscii a portarlo al Santuario per un convegno dedicato ai giovanissimi, per parlare di scherma…il Dottore ricordo che fu un poco meravigliato, dalla mia singolare richiesta di intervenire in un ambiente ecclesiastico, ma accettò con entusiasmo la bizzarra idea che ebbe però un gran successo. Campofreda spiegò che Foggia ha un primato: è stata la prima città italiana a costruire un palazzetto destinato interamente alla scherma, ha poi anche spiegato l’importanza di questo sport, che come ogni sport è disciplina e forma il carattere personale oltre che atletico di chi lo pratica. Drammatica la volta che fu sequestrato da 3 uomini nel maggio del 2015:  erano incappucciati e con la parlata foggiana, ma armati, rubarono pochi euro e delle monete antiche. Proprio come fece San Francesco con il Lupo di Gubbio, Don Gernaldo riuscì a cambiare il cuore dei rapinatori che lo volevano legare e imbavagliare pistola in pugno; don Gernaldo con la dolcezza, gli fece cambiare idea…e andarono via senza sparare e ferire nessuno. Don Gernaldo li aveva perdonati e io lo ho fotografato il giorno 7 maggio dopo l’interrogatorio della Polizia avvenuto nel Santuario che vedeva don Gernaldo vittima di un fatto grave di cronaca nera per fortuna finito bene, nella fotografia il prete esce sorridendo alla vita. Don Gernaldo sulla carrozzella era instancabile e non voleva mai arrendersi, come padre Pio fino all’ultimo secondo della sua esistenza terrena, era in preghiera oppure a celebrare Messa, era uscito dall’Ospedale dopo 12 giorni difficili, e celebrava Messa, poi un paio di giorni fa le cose di nuovo erano complicate per la respirazione, l’affanno l’anziana e matura età per passare a Dio era giunta. Stanotte mentre moriva il mio don, ero di ritorno dal Gargano, una voce mi diceva di ritornare a Foggia; anche se il programma mio personale era quello di dormire in loco e poi partecipare alla Santa Messa delle 9 nel Convento di San Francesco in Ischitella. Avevo pregato all’andata per – don Gernaldo, don Gianni e don Ugo e tutti i sacerdoti di don Orione -, come faccio di solito, però la domenica, probabilmente don Gernaldo mi voleva qui a Foggia…questa mattina alle ore 8,30 per l’ultimo incontro con un poco di lacrime…e per assumere un’altra ferita di guerra…Grazie don Gernaldo. Arrivederci”.

La prima locandina che annuncia la morte di don Gernaldo Conti affissa nel Santuario dell’Incoronata, durante la prima Messa mattutina domenicale.

Nel Santuario della Madonna Incoronata Don Gernaldo Conte (83 anni), giorno 2 scorso alle ore 18 nella Santa Messa pomeridiana celebrata nella Cappella dedicata a San Luigi Orione, ha concelebrato assieme al suo confratello  don Gaetano Ceravolo e don Natale Fiorentino, alla presenza di Giuseppe Saldutto da Foggia, Vice Presidente dell’Associazione Pro Padre Pio l’Uomo della Sofferenza di Torino: si è celebrato l’importante anniversario religioso: per i 54 anni di sacerdozio  di don Gernaldo che era nato a Mondavio in provincia di Pesaro e Urbino il 14 marzo 1942. La prima professione nel 1964. La professione perpetua nel 1969. Il sacerdozio il 2 ottobre del 1971. Nella sua vita ha viaggiato in tutta Italia: a Messina studiò Teologia. A Palermo fu Educatore ed insegnante; a Reggio Calabria fu Consigliere e incaricato Vicario Fondo Versace. Dal 1981 fu trasferito in Capitanata: a Foggia nella Parrocchia Santa Maria della Croce, in viale della Stazione, fino al 1989 dove fu Direttore e Parroco, per poi giungere nella Capitale per curare la Pastorale Giovanile: ne fu Direttore dal 1991 fino al 1994, poi fu Vicario Provinciale fino al 1996 e successivamente ricoprì la carica di Direttore e Parroco del Santuario dell’Incoronata, dove la Madonna apparve agli umani nell’anno 1001. Importante Santuario Mariano nel mondo, tappa fondamentale per i fedeli che da tutto il mondo giungono in Puglia per padre Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo e San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo. Nel 2002 torna a Roma dove fu presente fino al 2005, poi fu ancora Parroco e Consigliere, per poi stabilirsi definitivamente fino a questo racconto nel Santuario dell’Incoronata a pochi km dal capoluogo foggiano, ricoprendo le cariche di confessore e consigliere.  Beneamato e stimato da tutti era una fonte di saggezza e fermezza, figlio di San Luigi Orione che fu faro anche di padre Pio, (tramite Emanuele Brunatto, che fu adottato da don Orione in tenera età ndr) nel tormentato ventennio fascista. Il Santo di Pietrelcina, che nel 1916 arrivò in questo luogo Santo per ricevere dalla Madonna dell’Incoronata una benedizione speciale, vi sostò 2 giorni. Padre Pio fu benefattore spirituale e materiale nella ricostruzione del Santuario dell’Incoronata (che fu bombardato nel 1943 nella seconda guerra mondiale, perchè adiacente alla contraerea nazista nascosta nel bosco adiacente). Grazie alle indicazioni di padre Pio da Pietrelcina, alla guida del nuovo Santuario negli anni ’60 del secolo scorso, ci sono i figli del filantropo don Orione, tra questi degno rappresentante come tutti i suoi confratelli, di cui fa parte anche Mons. Giovanni D’Ercole, sono custodi del luogo tra i più Sacri della Terra: il Santuario della Madonna Incoronata di Foggia. Era l’anno 1001…la Madonna apparve all’umanità per la prima volta…

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