ISCHITELLA (FG) – Nel fitto intreccio di vite che hanno segnato il Novecento spirituale italiano, alcune figure sembrano passare inosservate agli occhi della cronaca, ma si radicano profondamente nella memoria di chi le ha incontrate. Padre Leonardo Triggiani, al secolo Agostino Triggiani, è stato una di queste. Nato a Ischitella, nel cuore del Gargano, il 28 dicembre 1935, da Matteo e Maria Giuseppa D’Avolio, Agostino crebbe in una famiglia semplice, dove il Vangelo non era soltanto letto, ma vissuto.
Fin da bambino mostrò una naturale inclinazione alla preghiera, al silenzio e alla contemplazione. Non amava i giochi rumorosi: preferiva il suono delle campane, il profumo dell’incenso e il tempo dedicato a riflettere sul mistero della fede. A diciotto anni, il 28 luglio 1953, sentì con forza il richiamo del Signore e vestì l’abito dei Frati Minori Cappuccini, assumendo il nome di Leonardo, in onore di San Leonardo da Porto Maurizio. Fece i voti temporanei il 2 agosto 1954 e quelli perpetui il 4 agosto 1957. Il 4 settembre 1960 fu ordinato sacerdote. Il suo percorso formativo prosegui con grande rigore intellettuale: studiò storia ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, laureandosi dopo anni di impegno appassionato.
Era uno studioso sobrio e riservato, profondamente innamorato della verità. Scrisse saggi e testi spirituali, non per vanità, ma per servire la fede e accompagnare i lettori in un cammino di interiorità.
Il cuore missionario di Padre Leonardo lo portò lontano. Il 24 aprile 1969 partì per il Ciad, dove trascorse due anni immerso tra i più poveri tra i poveri, vivendo in condizioni durissime. Là imparò la radicalità del Vangelo: non era venuto per portare “cose”, ma per condividere la vita, pregare, curare, ascoltare e insegnare.
Tornò in Italia più povero e più ricco insieme: povero di pretese, ricco di umanità.
Il 6 ottobre 1964, Padre Leonardo iniziò il suo servizio a Campobasso, nel Collegio del Sacro Cuore, come direttore dello studio teologico. Negli anni successivi ricoprì anche gli incarichi di vice direttore, lettore ed economo.
Il 22 agosto 1972 fu nominato superiore a Termoli, mentre nel 1973 fu destinato a San Giovanni Rotondo come cappellano e insegnante presso la scuola-convitto di Casa Sollievo della Sofferenza. Fu qui che Padre Leonardo trascorse più di quarant’anni della sua vita: cappellano, confessore, guida spirituale, amico dei malati, sostegno dei medici, luce per i pellegrini. Non cercava la ribalta, ma c’era sempre – con la mano che benedice, il silenzio che ascolta e la parola che consola. Ogni notte, anche in tarda età, scendeva nella cappella dell’ospedale e pregava davanti al Crocifisso per tutti, anche per coloro che non conosceva personalmente.
Padre Leonardo è stato l’ultimo confratello vivente ad aver vissuto accanto a San Pio da Pietrelcina. Parlava poco di lui, sempre con rispetto e discrezione, ricordando: “Padre Pio era severo con chi era lontano da Dio, ma sapeva piangere con chi soffriva.”
Custode della memoria e della santità locale, oltre alla sua intensa attività pastorale, fu anche vice postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio Genoveffa De Troia, operando con rigore storico e fede profonda. Per la mia famiglia, però, resterà sempre zio Agostino. L’ultima volta che lo incontrai, già molto anziano, mi guardò con quello sguardo furbo e profondo che lo caratterizzava e mi disse, con il suo tipico tono giocoso: “E chi è questo forestiero?”.
Era il suo modo affettuoso di salutarmi: Era il suo modo affettuoso di salutarmi: una battuta che ancora oggi vibra nel cuore, piena di affetto, ironia e appartenenza.
Padre Leonardo si spense il 26 febbraio 2024 a San Giovanni Rotondo. I funerali furono celebrati il 28 febbraio 2024, nello stesso luogo. Quel giorno, la comunità religiosa e civile si raccolse per rendere omaggio a una vita interamente donata agli altri. Fu poi tumulato a Ischitella, nel paese che lo aveva visto nascere e dove erano custoditi i suoi ricordi familiari più profondi. La sua eredità è fatta di preghiera,silenzio, studio, missione e servizio agli altri. Ci ha insegnato che si può essere grandi senza essere visibili, forti senza essere duri, santi senza proclami. Padre Leonardo Triggiani — il frate, lo studioso, il missionario, il confessore, il custode della memoria, lo zio — ha incarnato una santità quotidiana che continua a germogliare nei cuori di chi lo ha conosciuto.


