Liceo di Vico del Gargano, negata la formazione linguistica: la Provincia non spiega

VICO DEL GARGANO (Fg) – Il Consiglio dell’Istituto Istruzione Superiore Statale “Publio Virgilio Marone” di Vico del Gargano ha chiesto, con propria deliberazione, di poter ampliare l’offerta formativa con l’istituzione di una sezione linguistica. La richiesta nasce da una domanda del territorio, degli alunni e famiglie per la formazione di nuove figure professionali che colmano un deficit nel settore del turismo, delle guide e degli interpreti. Tale richiesta si è fermata sul tavolo della Provincia di Foggia che, con Deliberazione del Presidente n. 205 del 6 novembre 2024, avente per oggetto l’Approvazione del Piano Provinciale per il Dimensionamento Scolastico 2025/2026 e Programmazione dell’Offerta di Formazione per il Triennio Scolastico 2025/26; 2026/27; 2027/28, non motivato nel contenuto, ha espresso parere negativo. Stupore e preoccupazione è stata espressa dalla dirigente Maria C.Taronna, dagli organi del Liceo e dall’Amministrazione comunale, nei confronti del diniego della Provincia di Foggia, soprattutto per una mancanza di interlocuzione fra organi istituzionali. Rapporti che dovrebbero essere improntati a dialogo, chiarezza, superamento di ostacoli per il bene di tutti. Inoltre, la decisione del Presidente Giuseppe Nobiletti, viene letta come una svolta privatistica delle decisioni, anziché come una doverosa azione di governo del territorio. Si ritiene la deliberazione persino in contrasto con il suo contenuto, dove si “evidenzia infatti, che la scala provinciale, ricomprendendo il territorio di più Comuni, è idonea a valutare compiutamente le proposte avanzate dai Comuni, alla luce delle dinamiche e delle esigenze territoriali di organizzazione e coordinamento del servizio scolastico, in particolar modo concertando territorialmente eventuali richieste contrastanti o non risolutive.” Quello che è mancato, si sostiene, è appunto, il corretto rapporto fra istituzioni e la doverosa concertazione. Elementi che potrebbero finire davanti al TAR di Puglia per inficiare un provvedimento della Provincia di Foggia, viziato da mancanza di motivazione.

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