Sanità e povertà, i vuoti del Servizio Nazionale: le due facce in Puglia

VICO DEL GARGANO (FG) – Lo aveva già detto nel giorno della proclamazione a presidente della regione, Antonio Decaro, e lo ribadisce ad ogni sua dichiarazione: “Sarà il mio primo impegno, scrivere i primi provvedimenti sulla sanità, tallone d’Achille della Regione.”

Sono due i fronti deboli della Sanità come servizio essenziale a tutti i cittadini, uno più grave dell’altro: la mancanza di infrastrutture e personale, le difficoltà, (meglio dire emergenza), del welfare a copertura di tutti. Da diversi anni assistiamo al lento smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale , principio cardine della sanità per tutti, garantito dall’articolo 32 della Costituzione: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti»

Non è, quindi, solo un problema di mancanza di medici, infermieri, personale dei servizi, ospedali distanti, territori sguarniti, ecc, ecc, è un problema di equità, uguaglianza, tutela, garanzia, norma secondo la quale “tutti i cittadini sono uguali di fronte al bisogno”. Sullo sfondo di tutto questo appare una nuova emergenza: la povertà sanitaria e di conseguenza la rinuncia alle cure; una nuova piaga del sistema. Sempre più famiglie devono rinunciare alle cure per problemi economici: nel 2024 più di 5,8 milioni di italiani.         La Puglia presenta due volti in contraddizione: è promossa dal Ministero della Salute secondo NSG (Nuovo sistema di garanzia) e raggiunge gli standard minimi di Livelli Essenziali di Assistenza, distribuito sul territorio a macchia di leopardo. Ma, l’ultimo dato parla di oltre il 10,9 % dei residenti ha rinunciato ad almeno una prestazione, con un aumento di 2,5 punti rispetto all’anno precedente e sopra la media nazionale del 9,9 %.

Una delle cause, su cui la politica in generale deve porre un argine alla allegra gestione del pubblico danaro, è la spesa non coperta dal SSN che riguarda tutte le famiglie, anche quelle in condizioni di povertà, obbligate a pagare interamente il costo dei farmaci da banco a cui si aggiunge (salvo esenzioni) il costo dei ticket. L’Osservatorio sulla Povertà Sanitaria  fa osservare che sono soprattutto i bambini a soffrire di tutela sanitaria e Save the Children ricorda come oggi, in Italia e nel mondo, queste tutele sono sempre più lontane da essere garantite. Fa rabbia osservare, oggi, le attenzioni che governo e parlamento dedicano alla spesa per nuove armi e la superficialità con la quale si affronta una piaga che colpisce bambini, anziani, famiglie a basso reddito. La Meloni e il ministro Giorgetti si preparano ad un scostamento di bilancio, indebitandosi per 23 miliardi in acquisto di armi. Un governo ed una politica con lo sguardo girato altrove e non sui fattori vulnerabili delle famiglie. Vulnerabilità e superficialità che minano le basi del Sistema Sanitario Nazionale. Serve un cambio di rotta, politiche che affrontino seriamente la povertà sanitaria.

A rischio sono soprattutto i bambini per i quali «la salute, ha spiegato Save the Children in una nota, è un diritto fondamentale, sancito dalla nostra Costituzione ma anche dalla Convenzione dell’Onu sui diritti all’infanzia. Oggi in Italia e nel mondo questo diritto è lontano da essere garantito».  

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