Sanità in rosso per 349 milioni: Potenza contro il PD, “Comodi a fare la morale con i debiti altrui”

APRICENA (FG) – Il Sindaco di Apricena attacca Piemontese: “Ricordate le assunzioni nella sanità e le passerelle ai Riuniti? Oggi il buco lo pagano cittadini e famiglie. E parliamo solo del 2025”.

“Ci sono vicende politiche che non possono essere archiviate con una conferenza stampa e qualche frase sulla responsabilità. L’aumento dell’IRPEF regionale in Puglia è una di queste”.

È duro l’intervento del Sindaco di Apricena, Antonio Potenza, sulla manovra annunciata dalla Regione Puglia per coprire il disavanzo della sanità regionale.

“La sanità pugliese presenta un buco da circa 349 milioni di euro. La Regione dice di aver recuperato 107 milioni dalla macchina regionale. Il resto, circa 241 milioni, arriverà dall’aumento dell’IRPEF. Tradotto: ancora una volta, quando la politica sbaglia i conti, il conto arriva nelle tasche dei pugliesi”.

Potenza sottolinea un punto preciso:

“Parliamo del solo esercizio 2025. Un solo anno. E allora la domanda è inevitabile: se per coprire il buco di un solo anno bisogna aumentare le tasse, cosa dobbiamo aspettarci per il 2026 e per il 2027? È una misura temporanea o la prima rata di un conto più lungo?”

Poi l’affondo sul PD:

“Quando i debiti sono degli altri, il Partito Democratico sale in cattedra e fa la morale. Quando il buco nasce nella sanità pugliese governata dal centrosinistra, improvvisamente diventa sacrificio necessario. Comodo. Troppo comodo”.

Il Sindaco richiama quindi il ruolo di Raffaele Piemontese.

“Ricordate le assunzioni annunciate nel 2024 nella sanità pugliese? Quasi 2.500 nuove unità, “chissà se verrano mai assunte” 150 milioni di euro in più per il personale. Ricordate le passerelle ai Riuniti, le strette di mano, la narrazione della sanità che ripartiva? Tutto raccontato come se il conto non dovesse arrivare mai”.

Potenza precisa:

“Nessuno mette in discussione medici, infermieri e operatori sanitari. Il punto è politico: chi governa deve sapere se le scelte che annuncia sono sostenibili”.

E conclude:

“Piemontese non era uno spettatore. È stato assessore al Bilancio, assessore alla Sanità, vicepresidente della Regione. Decaro oggi firma il conto, ma Piemontese deve spiegare la spesa. La domanda è semplice: quelle scelte servivano a curare meglio i cittadini o a curare meglio il consenso?”

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