Il Veneto è diventato ieri la quarta Regione italiana, e la prima guidata dal centrodestra, ad approvare una legge sul fine vita. Relatrice, una consigliera della Lega. Napoleone Cera, consigliere pugliese della Lega annuncia l’intenzione di aprire lo stesso percorso nella sua regione.
“Quello che è successo in Veneto non è una bandiera di parte, è un atto di serietà istituzionale – dichiara Cera -. Una Regione amministrata dal centrodestra, con una relatrice della Lega e con emendamenti scritti tenendo conto dei rilievi della Corte costituzionale, ha deciso di dare regole certe e tempi certi a un diritto che la Consulta ha già riconosciuto dal 2019. Non hanno inventato nulla: hanno messo ordine dove c’era il vuoto. Io chiedo alla Puglia di avere lo stesso coraggio”.
“Oggi in Puglia una persona malata terminale, che vive sofferenze che nessuno di noi può nemmeno immaginare, e la sua famiglia restano soli davanti a un percorso senza regole, senza tempi, senza risposte – prosegue Cera -. Non è degno di una regione civile. E lo dico da uomo di centrodestra: la dignità della persona non ha colore politico. Il Parlamento è fermo da vent’anni, dal caso Englaro. Nel silenzio di Roma, le Regioni si stanno assumendo la responsabilità di rispondere ai cittadini. Il Veneto lo ha fatto. La Puglia non può girarsi dall’altra parte”.
Il consigliere quindi annuncia che nelle prossime settimane lavorerà a una proposta da portare in Consiglio regionale, sul modello del testo veneto. “Lo dico con la prudenza che un tema come questo impone: è materia di coscienza e va affrontata con rispetto per ogni sensibilità, dentro e fuori dalla mia coalizione. Ma il rispetto per le opinioni di tutti non può diventare un alibi per non decidere mai. Chi soffre non può aspettare che la politica trovi il coraggio. Io quel coraggio lo metto sul tavolo. Adesso vediamo chi, in questa Regione, è disposto a discuterne davvero”, conclude Cera.



