FOGGIA – Giovanni Panunzio, insignito dallo Stato Italiano come Testimone di Coraggio, ha lasciato un’eredità morale e culturale di straordinario valore. La sua esperienza dimostra che l’antimafia vera non è parola da vetrina né memoria da celebrare: è coraggio che sfida la paura, azione concreta e responsabilità che trasforma la comunità.
Difendere la dignità, la libertà e la giustizia di tutti, dire NO ai ricatti e all’illegalità, costruire comunità coese e libere dalla paura e dall’omertà: questi sono i valori concreti dell’antimafia sociale incarnata da Giovanni Panunzio. La sua testimonianza continua a guidare la società civile verso un impegno quotidiano fatto di legalità, coerenza e responsabilità condivisa.
A portare avanti il patrimonio morale e culturale della memoria di Giovanni Panunzio, attraverso l’associazione che porta il suo nome, ci sono quattro volti di riferimento dell’antimafia sociale, che con impegno costante, coraggio e buona volontà continuano la sua eredità in tutta Italia:
il Presidente Dimitri Cavallaro Lioi,
la Vice Presidente Giovanna Belluna Panunzio,
Michele Panunzio, figlio di Giovanni Panunzio,
il Segretario Antonio Belluna.
Le attività programmate per l’anno 2025/26 saranno dedicate alla figura del Testimone di Giustizia in Italia, tema di grande rilevanza nazionale, con l’obiettivo di diffondere la cultura del coraggio, della legalità e della responsabilità civica, valorizzando esempi concreti di chi ha scelto di non piegarsi alla paura e all’illegalità.
Il messaggio è chiaro: non servono eroi da celebrare, servono cittadini che abbiano il coraggio di agire, oggi e sempre.

