PESCHICI (FG) – Sabato 29 settembre a Peschici si festeggerà il 350° della Dedicazione della Chiesa Madre Sant’Elia Profeta. Il programma prevede alle ore 17,30 la santa Messa. Seguiranno i ringraziamenti per la conclusione dei lavori di restauro della Chiesa e alle ore 18,30 un concerto bandistico.
Molti mi chiedono: in che occasione 350 anni fa ci fu questa dedicazione?
La risposta è in questa epigrafe in latino, fatta apporre nella Chiesa Matrice, dal Cardinale Vincenzo Maria Orsini (futuro papa Benedetto XIII) dopo la sua prima visita pastorale (che ebbe luogo dal 23 novembre al 5 dicembre 1675) a Peschici:
D.O.M.
A FRATRE VINCENTIO MARIA URSINO S.R.E.
PRAESPITER CARDINALI S. SIXTI
ARCHIEPIS.O SIPONTINO
HAC ECCLESIA
SOLEMNI RITU JAM CONSECRATA PRIDIE
KAL. DECEMBRIS ANNO IUBILEJ
MDCLXXV
CLEMENS X PONT. MAX
CLERUS POPULUSQ PESCUTIJ
PIETATI ET GLORIAE EIUS
MEMORIAM CONSECRAVERUNT
Ecco la mia traduzione:
A Dio onnipotente e glorioso
Dal Frate Vincenzo Maria Orsini,
Cardinale presbitero della Santa Romana Chiesa,
titolare di San Sisto
e Arcivescovo di Siponto.
Questa chiesa,
già consacrata con rito solenne
alla vigilia delle Calende di dicembre (30 novembre)
nell’anno giubilare 1675,
sotto il pontificato di Clemente X,
il clero e il popolo di Peschici,
in segno di devozione e per onorarne la memoria,
vollero dedicare.
La vigilia delle Calende di dicembre corrisponde al 30 novembre dell’anno giubilare 1675. Nel “Diario delle Pontificali funzioni”, la data è confermata dal cardinale Orsini stesso:
«A’ 30 in sabbato giorno festivo di s.Andrea Apostolo consegrai la suddetta chiesa parrocchiale sotto l’invocazione di S.Elia, ed il maggiore Altare, in cui inclusi le suddette reliquie. Dopo celebrai l’officio della Dedicazione coll’ottava singulis annis alli 10 di ottobre. Questa è l’ottava Consegratione di Chiese che ho fatto».
Ma vediamo, nei dettagli, come si svolse questa prima visita.
Il 23 novembre del 1675, il cardinale Vincenzo Maria Orsini giunse nella città di Pescutij per una visita pastorale solenne. Già alle ore 21 (ore 15 attuali) del 23 novembre, accolto con entusiasmo dal clero e dai fedeli, entrò privatamente nella chiesa e, dopo essersi recato con il suo seguito al palazzo del marchese, si preparò indossando gli abiti pontificali e compiendo le preghiere tradizionali.
Il cardinale salì al coro dopo aver compiuto le preghiere davanti all’altare maggiore. Per un’ora spiegò con saggezza ai fedeli i motivi della sua visita, esortando alla virtù, ammonendo i vizi precedentemente segnalati e nutrendo spiritualmente il gregge con la sapienza delle Sacre Scritture.
Tutti i sacerdoti, diaconi e chierici presenti prestarono obbedienza ufficiale, venendo elencati nominalmente nel verbale: tra essi spiccavano figure come il parroco Joseph de Marcellis, Blasius Leparottus e Antonius de’ Neapoli.
Tra gli atti liturgici, il cardinale celebrò l’assoluzione generale dei defunti e visitò con devozione la Santissima Eucaristia, accendendo candele e controllando la conservazione delle ostie e dei reliquiari, osservando la presenza di eventuali danni o carenze. Non trascurò alcun dettaglio: verificò i contenitori dell’olio sacro, le confessioni, le reliquie e gli altari, annotando tutto in maniera precisa.
Il Giorno 24 novembre, la visita continuò con la celebrazione del divino ufficio nel coro della chiesa e la predicazione al popolo. Orsini impartì consigli pratici ai sacerdoti, istruendoli sui doveri della catechesi, della celebrazione e del mantenimento della chiesa. Dopo la Messa conventuale, pronunciò una benedizione paterna sui fedeli.
Il cardinale procedette quindi all’esame dei bambini e dei giovani chierici che si preparavano alla catechesi, verificando la loro conoscenza dei rudimenti della fede e fornendo istruzioni supplementari. Partecipò anche alle litanie della Vergine e alla recita del Rosario con tutta la comunità.
Nel corso della visita, amministrò il sacramento della confermazione a oltre cento persone, assicurandosi che i riti fossero compiuti con dignità e in conformità alle norme ecclesiastiche.
Orsini ispezionò tutte le cappelle, gli altari principali e secondari, controllando la manutenzione, la dotazione dei paramenti, la corretta esposizione delle reliquie e la dotazione dei registri liturgici. Ordinò il rinnovo degli oggetti danneggiati o mancanti, imponendo scadenze precise al clero per l’adempimento.
Visitò le confraternite della parrocchia, esaminando le loro attività spirituali e caritative, il patrimonio e i registri contabili. Dove mancava ordine o completezza, ordinò la regolarizzazione entro tempi stabiliti.
Il cardinale ispezionò attentamente l’edificio, constatando danni strutturali come crepe negli altari e pericoli nel campanile. Annotò tutte le riparazioni necessarie e ordinò la loro esecuzione per garantire la sicurezza dei fedeli.
Infine ogni atto, ogni verifica, ogni istruzione fu scrupolosamente trascritta nel verbale ufficiale della visita, e conservato nei registri della parrocchia. Il cardinale lasciò la città con l’animo sereno, certo di aver elevato il livello spirituale e amministrativo della comunità, promuovendo disciplina, pietà e cura delle anime.
Come precisa Grazia Silvestri, ricercatrice del Centro Studi Martella, nel saggio “Vincenzo Maria Orsini Metodologia di una visita pastorale (1675)”, pubblicato in “Chiesa e religiosità popolare a Peschici” (Centro Grafico Francescano 2008), il ventiseienne cardinale Vincenzo Maria Orsini, durante la sua intensa attività svolta nella diocesi sipontina, stimolò la ripresa della vita religiosa attraverso la moltiplicazione delle visite pastorali – due in cinque anni – e dei Sinodi Diocesani. Emanò due editti e svolse le sue visite in tutti i paesi della diocesi.
La prima visita pastorale nella diocesi sipontina venne indetta l’8 luglio 1675. Osini la iniziò il 21 ottobre 1675 e terminò l’8 gennaio 1676. Le tappe di questa visita furono: Monte Sant’Angelo, dal 25 ottobre all’8 novembre; Vico del Gargano, dall’8 al 23 novembre 1675; Peschici, dal 23 novembre al 5 dicembre 1675; Rodi Garganico, dal 5 al 23 dicembre 1675; Ischitella dal 23 dicembre all’8 gennaio 1676. Il tempo che il cardinale impiegò per visitare i singoli paesi non fu sempre lo stesso; a Monte Sant’Angelo sostò 12 giorni; a Vico Garganico 15, a Peschici 12, a Rodi 18, a Ischitella 16. Gli spostamenti da un paese all’altro avvennero sempre nell’arco di una giornata. Da Peschici a Rodi il cardinale effettuò un viaggio via mare, in quanto erano gli unici paesi del Gargano Nord ad avere il porto. La visita della diocesi non si svolse in un arco di tempo unitario, il cardinale dovette tornare spesso a Siponto per le grandi incombenze della celebrazione del Sinodo diocesano, indetto con un editto del 2 maggio 1678.
La Silvestri, che a queste visite di Orsini nella diocesi sipontina ha dedicato anche la sua tesi di laurea presso la facoltà di Lettere all’Università di Bologna, osserva che il verbale di visita di ogni singolo paese si apre con una parte storico-descrittiva del luogo, in cui si fa cenno, tra l’altro, al numero di abitanti, chiese, confraternite e luoghi pii ivi esistenti. Segue poi la relazione dettagliata della visita stessa, il cui svolgimento è accompagnato da rituali e azioni liturgiche.
Analizzata nel dettaglio, la visita pastorale a Peschici risulta iniziata il 23 novembre e terminata il 5 dicembre 1675. Il manoscritto, vergato nel latino ecclesiastico dell’epoca, si apre con lo “Status Terrae Pescutii”: si legge che è una Terra baronale, insignita del titolo di marchesato, di proprietà a quel tempo della famiglia Turboli. Dista 5 miglia dalla città di Vico ed è situata in posizione favorevole prospiciente al mare, e perciò il clima è salutare. Nei tempi antichi, la sua numerosa popolazione era formata da Illirici. Nel giro di 70 anni, a causa di un’epidemia di peste, diminuì in maniera ragguardevole e non ritornò più ad essere popolosa come nel passato. Al tempo della Santa Visita, Peschici conta appena 402 anime, 330 confessioni, 250 comunioni. La popolazione ecclesiastica è formata da otto sacerdoti, due suddiaconi, tredici chierici ed un eremita. Per citarne alcuni troviamo un Don Giuseppe de Marcellis (arciprete), D. Pietro de Giorgis, D. Biagio Leporetus, D. Vincenzo Dragoia, D. Antonio di Napoli, D. Giuseppe D’Avolio, D. Francesco Antonio Squizzano, D. Giovanni Spagnolettis. Il suddiacono è Luca Magiano e tra i chierici troviamo Antonio Micovile, Francesco delle Noci di Ischitella (dimorante da molti anni a Peschici), Domenico De Curtis, Antonio Dragoia, Antonio Spagnoletto, Matteo Di Pietro ed altri. Un chierico, Annibale Turboli, gode del beneficio della chiesa di Santa Maria di Loreto. Vi sono due chiese all’interno delle mura, intra moenia, Sant’Elia e Santa Maria del Suffragio detta del Purgatorio, e quattro extra moenia, San Francesco, convento soppresso de’ Minori Conventuali, San Nicolò, già Convento de’ Padri Predicatori, Santa Maria di Loreto e Santa Maria dei Canonici Regolari (Càlena); esiste un beneficio e risulta eretta la confraternita del Corpus Christi.
Teresa Maria Rauzino
presidente Centro Studi “Giuseppe Martella” di Peschici
FONTI
- ARCHIVIO DIOCESANO DI MANFREDONIA (A.D.M.), Acta Sypontinae Ecclesiae in sancta visitatione suscepta anno 1675 Civitatis Pescutii per Eminentissimum et Reverendissimum Divinum fr. Vincentium Mariam Ursinum Romanum ordinis Predicatorum Miseratione Divinum S.B. S. tituli Xysti Praesbyterum cardinalem sti Xysti.
- ADM, ACOP, 527. Diario delle pontificali funzioni, Emin.mo Sig. Cardinale fr. Vincenzo M. Orsini dell’Ordine dei Predicatori eletto Arcivescovo di Siponto dal Sant.mo Clemente Papa decimo nell’anno 1675-78.
- GRAZIA SILVESTRI, “Vincenzo Maria Orsini Metodologia di una visita pastorale (1675)”, in “Chiesa e religiosità popolare a Peschici”, a cura di Teresa Maria Rauzino e Liana Bertoldi Lenoci (Centro Grafico Francescano 2008).


