FOGGIA – Aveva chiesto all’intelligenza artificiale di formulare alcune frasi ridicolizzanti che potessero destare scalpore tra gli adolescenti e che fossero ridicole per la vittima, da utilizzare come sottotitoli a fotografie ritraenti altre persone.
Grazie anche a questo indizio, emerso durante l’indagine svolta dai poliziotti della Squadra mobile di Foggia, un 19enne è stato arrestato.
L’attività investigativa, conclusa questa mattina, è stata avviata subito dopo la querela presentata il 31 luglio scorso da una giovane donna che, dal mese precedente aveva iniziato a trovare in diverse zone della città, soprattutto nei pressi di istituti scolastici, alcune immagini che mostravano il suo volto sovrapposto alle parti intime di un’altra donna, accompagnate da frasi volgari e diffamatorie.
I poliziotti hanno iniziato ascoltando la vittima, le persone a lei vicine e quelle che avevano visto le immagini artefatte della ragazza.
Al termine di questa fase, l’attenzione si è focalizzata su un giovane, coetaneo della vittima, che fino a poco tempo priva aveva intrattenuto una lunga relazione di amicizia con la ragazza, che si era conclusa per divergenze caratteriali.
La giovane ha indicato questo ragazzo come una delle persone in possesso di sue foto compatibili con quelle utilizzate per realizzare i montaggi.
La successiva perquisizione nei confronti del 19enne ha portato al sequestro di alcuni dispositivi informatici da lui utilizzati, sui quali l’analisi tecnico informatica ha portato a scoprire la presenza di una foto artefatta e con una didascalia, esattamente corrispondente a quelle trovate in giro per la città.
Ulteriore elemento di prova riscontrato sono state le tracce delle conversazioni intrattenute con il sistema di intelligenza artificiale Chatgpt, nelle quali il giovane chiedeva consigli sulle didascalie delle foto, oltre a consigli per eludere le investigazioni, nonostante avesse effettuato una parziale cancellazione di dati.

