Le Maldives secondo Giuseppe Saldutto


Atollo Asdu. Maldives, dicembre 2002. “Uno dei luoghi più belli al mondo, ma anche molto pericoloso, sono gli ambienti legati agli atolli nell’Oceano Indiano. Piccole escrescenze di terra che sporgono dalle profonde acque di questo oceano quasi infinito. Poi di questo periodo la famosa località turistica a causa del periodo bellico in atto costa molto meno dei listini storici. Ero giovanissimo appena compiuto 31 anni…tanta voglia di scoprire l’estero: ero già stato in Francia, in Albania e in Spagna…le Maldive è il viaggio più lungo che ho fatto nella mia vita…Sono partito da Milano con un collega fotografo, il 26 novembre del 2002, per tornare in Italia il 3 dicembre successivo. Il viaggio aereo, assieme al treno da Foggia a Milano, motoscafi vari è durato praticamente 24 ore di seguito. Arrivati a Malè la capitale, lo sbalzo termico è stato di 20 gradi se non di più, in Italia era inverno: alle Maldive è estate tutto l’anno…Appena arrivati sull’atollo di Asdu, dopo un ora di motoscafo, mi sono reso conto di stare in mezzo all’Oceano Indiano. Le vibrazioni della natura e le percezioni fisiche che ho vissuto nel momento dell’arrivo erano strane, sembrava di stare lontano dalla sicurezza, dal controllo dell’ambiente marino, che era padrone di quel luogo e ciò che esso contiene. La pioggia della tempesta tropicale ha accolto in nostro arrivo…ricordo attaccati agli alberi dei pipistrelli grandi come galline…anche i granchi che nidificavano nella sabbia erano grandi più di venticinque cm…erano innocui ma incutevano un non so che di terrore…Andiamo bene…ho detto fra me e me…A Milano prima di partire, ci avevano comunicato che l’introduzione di immaginette sacre e/o politiche assieme a immagini sexy, erano vietate in detenzione, mi riferisco a immagini femminili per esempio in costume da bagno, che in Italia sono lecite, come le copertine di quasi tutti i settimanali nazionali. All’epoca lavoravo per il settimanale STOP, e avevo appena comprato in edicola a Milano assieme ad altri settimanali con cui lavoravo per vedere i miei lavori pubblicati. Dopo aver sfogliato i settimanali, considerato la legge che dovevamo rispettare sul territorio estero, ho buttato in un cestino dellaeroporto tutti i giornali. Poi avevo portato con me una immaginetta con la reliquia di padre Pio, come faccio da sempre, ma quella è entrata nelle Maldive, non me la sentivo di non portarla addosso, ma è stata conservata in segreto nel passaporto. L’acqua è bellissima, il personale che ti accoglie è di una bontà grandissima, molto gentili, si vede che vivono e lavorano in stretto contatto e in empatia con la natura e l’universo…Il mangiare sempre fresco e delizioso accompagnato anche da alimenti occidentali, ma anche cose buonissime del posto. La prima volta che ho imparato a mangiare il pesce, perchè in Italia, tra pesce surgelato e nei ristoranti nei matrimoni avevo deciso che tale alimento non mi piaceva…Ma su insistenza del mio collega, “prova è buonissimo…” assaggiai il pesce spada di 2 mt. che avevano tirato via dall’acqua davanti a noi, poco prima del pranzo…accompagnato da un vino buonissimo francese del 1985. Quel giorno ho compreso che il pesce era un alimento buono, dipende da chi lo pesca, lo prepara, lo serve…a tavola. La cosa bellissima era andare la mattina all’alba a “pesca al bolentino” su un barchino con un piccolo motore, ricordo che tra le mani tenevo una lenza con filo oltre lo “zero 40”, quello che serve per pescare pesci di grossa taglia e con una esca artificiale grande 15 cm. Per fortuna che non ha abboccato nessun pesce, perchè con il senno di poi, rischiavo di cadere in acqua e diventare spuntino per uno squalo, perché queste acque bellissime e incontaminate, sono piene di barracuda (non bisogna portare bracciali e collane dorate durante le immersioni di snorkeling (che ho praticato in quel mare con maschera e boccaglio) oppure da sub, perchè tali pesci enormi di taglia si eccitano a questi oggetti che brillano sotto acqua e attaccan. Tra i pesci potenzialmente pericolosi ci sono le murene, ma anche alcune conchiglie carnivore, attirano i pesci con un colore inteso all’interno della bocca e i pesci si avvicinano e rimangono con il musetto nella forca…Pericolose anche le murene, gli squali. Anche i delfini: se ti prendono ti portano giù nell’acqua profonda e si rischia di annegare…loro lo fanno per gioco…ma si rischia la vita…Bisogna tenere bene a mente che stai in mezzo all’Oceano Indiano….nello snorkeling i pesci dai 10 ai 20 cm. non hanno paura, e simpatizzano con i sub che devono stare molto attenti e immergersi armati, perché gli squali e altri pesci predatori vedono gli esseri umani come bocconcini prelibati…I pesci mansueti sono quelli piccoli oltre 15 cm, molto colorati, si fanno pure fotografare, e fanno amicizia con i sub, si mettono in posa e sono molto curiosi…non hanno paura dell’essere umano, tanto che io avevo battezzato un piccolo amico con il nome di Joan lo accarezzavo e ci giocavo fino ad un giorno che mi ha morso il dito indice…il sangue usciva ed io mentre uscivo dall’acqua, per medicarmi la piccola ferita facevo uscire il sangue che gocciolava nel mare, pochi minuti era giunto mentre io uscivo un piccolo squalo lungo un metro e mezzo…voleva anche lui assaggiare la mia carne…non ha fatto in tempo. Per fortuna che la piccola ferita era irrilevante…perché in loco non c’è il pronto soccorso per cui per ferite gravi…un ora di motoscafo fino alla capitale Malè…se tutto va bene, tra le altre criticità da sapere per affrontare meglio il soggiorno alle Maldive è quello che dagli alberi di cocco, cadono le noci di cocco, ovviamente se ti colpiscono in testa ti fanno molto male, per cui è meglio non passare sotto alberi carichi di questo gustoso frutto locale. Bisogna stare sempre allerta per esempio, se viene uno tsunami?  infatti i responsabili dell’atollo vivono su una piccola motonave che all’occorrenza di onde anomale, o tsunami fatto salire a bordo di questa specie di “scialuppa di salvataggio” tutti gli ospiti dell’isoletta una trentina in tutto, di cui tutte coppie in luna di miele, tranne e il mio collega “in vacanza premio” e una dottoressa di Milano. L’atollo è grande qualche centinaio di metri quadrati…Prendere il sole in topless è severamente vietato…come il nudismo occidentale, sono tollerati i costumi da bagno minimal ma coprenti. Vacanza bellissima, ma anche rischi bellissimi…Ottimo per a chi piace l’avventura…Molti degli incidenti in mare aperto nell’Oceano sono questioni di fortuna o sfortuna…Io ho imparato che è una situazione che l’essere umano non può controllare. È la forza della natura contro un piccolo umano disarmato…lotta impari. La cosa più bella del ricordo: una isoletta deserta nell’Oceano Indiano tutta per me…le coppie in luna di miele trascorrevano quasi tutto il tempo nelle capanne…mentre io fotografafo la bellezza del creato… e mi abbronzavo…quando sono tornato a Foggia tutto abbronzato…a dicembre gli amici…che ti sei fatto la lampada…? Chiedevano…io rispondevo…no sono stato alle Maldive…Nessuno ci credeva…ed io pensavo…chissà se un giorno ci tornerò…magari in luna di miele…

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