Kalashnikov e munizioni in un’abitazione privata: blitz della Squadra Mobile a San Severo

SAN SEVERO (FG) – In considerazione dell’evidente interesse pubblico a che sia data notizia delle azioni di contrasto che l’Autorità Giudiziaria e le Forze dell’ordine mettono in campo per debellare i molteplici fenomeni criminali commessi nella provincia di Foggia, anche al fine di aumentare la consapevolezza dei cittadini su tali manifestazioni criminali, si comunica quanto segue.

Nei giorni scorsi, in San Severo, i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Foggia hanno tratto in arresto un cinquantunenne italiano, già gravato da pregiudizi di polizia, colto nella flagranza dei reati di illecita detenzione di armi e munizionamento tipo guerra ed armi comuni da sparo e relativo munizionamento.

In particolare, appresa informalmente la notizia del possibile possesso illegale di armi  da parte del pregiudicato, e ritenutala fondata sulla base di altri elementi info-investigativi acquisiti nell’immediatezza, gli investigatori della Squadra Mobile procedevano alla perquisizione di un immobile nella disponibilità del soggetto che dava esito positivo poiché venivano rinvenuti e successivamente sequestrati:

  • nr.1 fucile d’assalto “Kalashnikov” modello AK-47, con matricola “8410271”, privo di caricatore;
  • nr.2 caricatori per fucile d’assalto “Kalashnikov” modello AK-47, privi di munizioni, sovrapposti al contrario uno all’altro e legati da nastro adesivo, in modo tale da facilitare il cambio caricatore in caso di esaurimento delle cartucce;
  • nr. 196 munizioni cal. 762 per fucile d’assalto “Kalashnikov” modello AK-47;
  • nr.1 fucile cal. 12 semiautomatico, con matricola “B42037E”;
  • nr.1 Giubbino Anti Proiettile con piastre balistiche;
  • nr.10 munizioni cal.12;
  • nr.1 munizione cal. 20.

Sulla base delle evidenze emerse, il cinquantunenne veniva tratto in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotto presso la Casa Circondariale di Foggia; successivamente il GIP ne convalidava l’arresto e disponeva l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.

È importante evidenziare che il procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari; a tal fine, corre l’obbligo di evidenziare che, stante il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, la persona indagata non può essere considerata colpevole fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna.

Lo riporta la Polizia di Stato

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