VICO DEL GARGANO (FG) – Il periodo che ci separa dalle prossime amministrative per Sindaco e Consiglio comunale non è lungo, o troppo distante. Si ritiene questo spazio sufficiente e utile per avviare una riflessione pacata e concreta, anche se non tutti sono d’accordo. Anzi, a molti ‘amici’ può sembrare arbitrario e prematuro scegliere una data precisa per iniziare a confrontarsi su quanto accaduto e su quanto accadrà. È indubbio che sulle sorti di Vico vi sono stati degli accadimenti sui quali una intera comunità deve caricarsi di responsabilità. I fatti, o misfatti, non accadono mai da soli. Due in particolare possono essere presi a caposaldo per una vera, seria, profonda riflessione per il dopo. Primo: le atipiche amministrative ultime, sostanzialmente senza una vera competizione. Si è trattato semplicemente di un ‘passaggio di consegna’ fra Sementino uscente e Sciscio subentrante. In un paese, come Vico del Gargano, che ha sempre dettato politica, sperimentato formule e aggregazioni condivisibili o meno, le ultime amministrative sono state uno smacco alla storia e al decoro politico del paese. La cuspide si è toccata quando è stata presentata una cosiddetta ‘lista civetta’ fatta da fuorusciti (nel senso nobile di rifugiati). Secondo: l’ingresso dei quattro consiglieri del PD a sostegno della consiliatura Sciscio dopo il minacciato passaggio all’opposizione dei tre consiglieri Fratelli d’Italia. Sostegno che ha allontanato il commissariamento del comune in una fase amministrativa delicata e accettato dall’intera amministrazione, controfirmando un documento ‘politico programmatico’ i cui risultati restano, ad oggi, ancora misteriosi.
Questo è il clima che si vive in paese tra un comizio, un manifesto della maggioranza seguito da un manifesto dell’opposizione. Ben poca cosa per il carico dei ritardi. In un paese malato di processioni e di piccoli litigi tutti gli sguardi e tutte le attese sono rivolte alla prossima amministrazione, ai canditati, ai sindaci, alle liste, al posizionamento e riposizionamento, a chi resta e chi fugge, per non ripetere gli errori di sonnolenza e di carestia del 2023. Si profilano all’orizzonte (ad oggi) ben quattro candidati sindaci: certa la candidatura di Michele Sementino, annunciata durante l’ultimo comizio; certa la candidatura di Matteo Giambavicchio, già amministratore della clinica ‘Madonna della Libera’ a Rodi Garganico ed oggi neo proprietario dell’Hotel Maremonti. In attesa di conferma le candidature della prof.ssa Tiziana Casavecchia e quella del sindaco uscente avv. Raffaele Sciscio. Quattro candidati per riscrivere per intero un nuovo libro sulle capacità inespresse di Vico del Gargano. E’ un’attesa imperfetta perché mancano le voci, questo è vero. Ma, per un paese che mira ad uscire dal declino, meglio l’attesa imperfetta che il silenzio tombale.


