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Cagnano Varano alla BIT per svelare i tesori del Cavù Festival

Conferenza stampa il 6 febbraio, alla Borsa Internazionale del Turismo, padiglione Puglia. La storia del ‘Caùt’, che fino al 1600 racchiudeva l’intero abitato del borgo garganico.

CAGNANO VARANO (Fg) – Cagnano Varano parteciperà alla BIT di Milano, la Borsa Internazionale del Turismo che si terrà dal 4 al 6 febbraio 2024 all’Allianz MiCo. Al Milano Convention Centre di Piazzale Carlo Magno, martedì 6 febbraio, una delegazione guidata dal sindaco Michele Di Pumpo presenterà il borgo agli operatori turistici italiani e stranieri nel corso di una conferenza stampa che si terrà a partire dalle 10.50 negli spazi dedicati alla Puglia. Il ‘focus’ della presentazione sarà dedicato al Cavù Festival Gargano, la manifestazione che ad agosto 2023 ha celebrato la sua settima edizione.

“Il Cavù Festival”, spiega Michele di Pumpo, “racchiude in sé ed esprime in modo davvero magico e spettacolare tutti gli elementi del patrimonio storico, architettonico, culturale, artigianale ed enogastronomico di Cagnano Varano. È una grande festa alla quale contribuiscono non solo il Comune e la Pro Loco, ma anche tutte le realtà più vive del tessuto culturale, associativo ed economico del paese. Alla Bit presenteremo Cagnano Varano, con i suoi paesaggi urbani e naturalistici mozzafiato, come lo scenario unico che si schiude agli occhi davanti al Lago di Varano, il maggiore lago costiero italiano, il più grande dell’Italia Meridionale”. D’estate, il Cavù Festival è uno degli eventi che si tengono nella stagione in cui sono tanti gli appuntamenti che accolgono i turisti a Cagnano Varano. In 7 anni, è riuscito a diventare un evento capace di richiamare visitatori da tutto il Gargano e da ogni parte d’Italia.

Il Festival nasce nel 2017 dal desiderio dei giovani della Pro loco di impegnarsi nella realizzazione di un evento che potesse valorizzare il “Cavuto”, la parte più antica del centro storico di Cagnano. Un festival esperienziale in cui vicoli e piazzette diventano palcoscenico di numerose attività che intrecciano arte, musica, gastronomia e tradizione.

Il percorso gastronomico è caratterizzato da prodotti tipici cucinati e raccontati dai produttori locali. Il percorso è anche sensoriale: le piccole stradine illuminate si trasformano in tanti piccoli palcoscenici con band locali, artisti di strada, installazioni, visual art, mostre, teatro, laboratori.

IL CAUT. Il Festival prende il nome dal Caùt, che costituiva l’intero nucleo abitativo di Cagnano fino al 1600. In questo luogo, anima e cuore del centro storico, sono presenti due piazze: Largo Purgatorio, dove sorge il Palazzo Baronale, e Largo Chiesa, dominato dalla Chiesa Matrice. Protetto dalle mura medievali, era caratterizzato da 5 accessi, uno dei quali, l’Arco di San Michele, è ancora visibile. La denominazione Caùt, da cui origina il nome di Cavù Festival, deriva dalla conformazione delle case che sembravano buchi scavati nella roccia. L’AREA INTERNA DEL GARGANO. “Noi siamo parte dell’entroterra garganico”, aggiunge Di Pumpo, “un’area unica e spettacolare dal punto di vista naturalistico, perché nel nostro caso mette insieme lago, mare e montagna. Stiamo lavorando molto sul turismo, perché è un settore in crescita, crea possibilità di lavoro per i nostri giovani e integra e valorizza anche artigianato, commercio, servizi e agroalimentare”.

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