Chiarezza sui flussi informativi tra Comuni e ASL, Tutolo: “Avviata indagine conoscitiva per fermare sprechi e pagamenti indebiti”

Nota stampa del consigliere regionale Antonio Tutolo (Per la Puglia).

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“Quando un decesso o un ricovero vengono comunicati con settimane di ritardo, le forniture continuano e i pagamenti pure. È così che si generano sprechi e costi indebiti. Per questo ho avviato un’indagine conoscitiva su tutti i flussi informativi tra Comuni e ASL”.
Lo rende noto il consigliere regionale Antonio Tutolo, che ha trasmesso ai Direttori generali delle ASL pugliesi una richiesta formale di ricognizione sulle comunicazioni che incidono sulla sospensione delle forniture protesiche e dei gas medicali.

L’iniziativa riguarda in particolare le segnalazioni di decessi, ricoveri ospedalieri e trasferimenti di residenza, che devono essere comunicate ai Distretti Socio‑Sanitari da soggetti diversi a seconda dell’evento. Per i decessi, la comunicazione arriva dagli Uffici Anagrafe dei Comuni, che a volte trasmettono l’informazione con ritardi medi di 40-50 giorni. Per i ricoveri ospedalieri e per i trasferimenti di residenza, la comunicazione spetta invece agli erogatori dei servizi domiciliari e residenziali (ADI, ADO, ADP, RSA, RSSA, Hospice), che devono informare tempestivamente il Distretto affinché le forniture vengano sospese quando non più dovute.
Quando queste comunicazioni non arrivano o arrivano in ritardo, le forniture restano attive e le fatture continuano a essere liquidate, con un impatto diretto sulla spesa pubblica e sulla responsabilità amministrativa.

“Non è accettabile che un decesso comunicato dopo un mese mezzo produca settimane di forniture e pagamenti non dovuti – chiarisce Tutolo -. È un problema organizzativo che si traduce in un danno per i cittadini e per il bilancio pubblico”.

La ricognizione, che copre il quadriennio dal 2023 al 2026, chiede ai Distretti di fornire dati puntuali sul numero di comunicazioni ricevute dagli erogatori dei servizi domiciliari e residenziali e sulle forniture sospese grazie a tali segnalazioni, con relativo costo. Le ASL dovranno trasmettere la relazione entro il 30 settembre 2026.
L’obiettivo è verificare l’esistenza di un sistema informativo completo, tempestivo e tracciabile, capace di garantire la sospensione immediata delle forniture quando l’assistito non ha più titolo a riceverle.
“Questa indagine serve a individuare dove si generano i ritardi e a pretendere che vengano eliminati. Ogni euro sprecato è un euro sottratto ai servizi che i cittadini aspettano”, conclude il consigliere.

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