Coronavirus, da New York un ischitellano riferisce “La situazione è precipitata, stanno chiudendo la città”

Lo chef Bruno Milone, in collegamento da New York, ci comunica la situazione d'emergenza nella Grande Mela

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Abbiamo continuato a collegarci con gli Stati Uniti, questa volta direttamente da New York, per avere aggiornamenti sullo sviluppo del contagio da coronavirus.

A mettersi in contatto con noi è stato l’ischitellano Bruno Milone, executive chef presso il ristorante “Il Mulino”, nel quartiere Tribeca sull’isola di Manhattan. Bruno si è trasferito da Ischitella alla Grande Mela molti anni fa, la sua bravura in cucina gli ha valso la vincita del premio “Diamond Star Star dell’American Academy of Hospitality Science” per sette anni consecutivi.

Ecco cosa ci ha riferito in riguardo all’emergenza coronavirus nella metropoli. In un primo collegamento del 14 marzo, Bruno ci ha comunicato che la situazione, in tutta New York, era già problematica. “Qui la mattina, nei treni, la gente sta uno addosso all’altro, è difficile stare a un metro di distanza. Qui siamo tutti fottuti – ha detto Bruno – A New York, a Manhattan, ci sono più di 450 casi. Alcuni di essi hanno diffuso il virus”.

In un secondo video collegamento, dopo quattro giorni, l’emergenza si è accentuata maggiormente, con i casi accertati più che raddoppiati. “La situazione è precipitata, quasi mille infettati in tutta New York – ha dichiarato Bruno – Stanno anche chiudendo la città, probabilmente isoleranno Manhattan”. Per far fronte al contagio, il sindaco di New York sta adottando le prescrizioni e i divieti già messi in atto in Italia, in maniera graduale. “Nella prima settimana sono state chiuse le scuole – ha spiegato Bruno – nella settimana successiva hanno chiuso tutti i ristoranti e bar. Il ristorante in cui lavoro è attualmente chiuso”.

Si spera che il contenimento dei casi positivi possa far oltrepassare il picco dei contagi al più presto. Nel frattempo, la “città che non dorme mai” appare momentaneamente addormentata, soltanto il rispetto delle regole, così come raccomandato in Italia, potrà essere l’unica arma al momento disponibile per annientare il virus.

Lo chef Bruno Milone all’interno del ristorante “Il Mulino”, a Manhattan, dove lui lavora

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