VICO DEL GARGANO (FG) – Il 92° Congresso Italiano di Esperanto si chiude con un appuntamento aperto al pubblico che intreccia due temi solo apparentemente distanti: una lingua nata per unire il mondo e le lingue minoritarie che, da secoli, resistono nei piccoli centri dell’Italia meridionale. La tavola rotonda “Identità e comunità minoritarie” mette a confronto l’esperienza del movimento esperantista con quella di tre isole linguistiche storiche del territorio pugliese e limitrofo, con la moderazione e l’introduzione di Laura Brazzabeni, Presidente della Federazione Esperantista Italiana.
Il filo conduttore: lingue “piccole” e dignità linguistica
Nel suo intervento di apertura, Brazzabeni presenterà l’esperanto non come sostituto delle lingue locali, ma come loro possibile alleato: l’esperanto agisce da ponte neutrale per proteggere la biodiversità culturale dall’omologazione globale, senza sostituirsi alle lingue madri. Attraverso la traduzione — come nel caso di Michelangelo Manicone a Vico del Gargano — le tradizioni territoriali proiettano la loro voce nel mondo su un piano di totale parità.”
I relatori e le minoranze in dialogo
- Roberto Tresoldi, già tra i relatori del seminario congressuale (Esperanto: lingua di pace e di difesa delle identità) di giovedì, porterà la sua competenza sul griko (o grecanico), la minoranza di lingua greca ancora viva in alcuni villaggi della Grecìa Salentina (Puglia) e della Bovesìa (Calabria) — un’eredità linguistica le cui origini, tra sostrato bizantino ed eco della Magna Grecia, restano ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi.
- Giuseppe Cocco interverrà come esperto di francoprovenzale, la lingua parlata a poca distanza dal Gargano nell’unica enclave francoprovenzale dell’Italia centro-meridionale: i comuni di Faeto e Celle di San Vito, sui Monti Dauni, in provincia di Foggia — riconosciuti dallo Stato italiano come minoranza linguistica storica dalla legge 482/1999.
- Salvatore Villani, etnomusicologo originario di Rignano Garganico e figura di riferimento per lo studio delle tradizioni musicali del Gargano, parlerà della cultura arbëreshë, la minoranza italo-albanese presente anche in Capitanata (tra cui il vicino comune di Chieuti). Villani è curatore, tra gli altri lavori, dell’album “Qifti – Canti arbëreshë di Chieuti”, realizzato con la voce della cantante Angela Dell’Aquila, e da anni conduce ricerche sul campo sulle tradizioni orali e musicali della Capitanata, proseguendo un filone di studi che risale alle storiche registrazioni di Alan Lomax e Diego Carpitella nel Gargano degli anni ’50.
La tavola rotonda chiude idealmente una settimana di incontri, conferenze e scambi interculturali a Vico del Gargano, e anticipa l’ultima serata del congresso: la stessa sera, alle 21.30, Salvatore Villani tornerà protagonista nella piazza centrale a Ischitella con il suo gruppo per una serata folkloristica, portando sul palco quella stessa cultura popolare del territorio di cui, poche ore prima, avrà parlato in veste di studioso.



