Approvato l’emendamento Tutolo sulla ripartizione equa del fondo regionale per la radiodiagnostica

Con l’approvazione all’unanimità del mio emendamento in Consiglio Regionale, la Puglia ha compiuto un passo storico verso una sanità più equa e giusta. Il fondo regionale destinato alla radiodiagnostica sarà finalmente ripartito tra le ASL provinciali in proporzione al numero degli abitanti, garantendo a ogni cittadino pugliese pari accesso ai servizi diagnostici fondamentali.
È una vittoria straordinaria, ostacolata per anni da resistenze e silenzi.

Finora, la distribuzione delle risorse ha seguito criteri obsoleti e profondamente iniqui, che hanno penalizzato gravemente alcune province, tra cui Foggia. È sufficiente guardare ai dati per comprendere la portata della disparità: ogni cittadino della provincia di Foggia aveva a disposizione appena 3,4 euro per la diagnostica per immagini, contro i 9,9 euro della Città metropolitana di Bari, gli 8,2 euro della provincia di Lecce, gli 8,1 euro di Taranto, i 6,6 euro di Brindisi e i 5,2 euro della BAT.  Una forbice inaccettabile, che ha prodotto disservizi.
Avere 3,4 euro contro i 9,9 di Bari significa condannare un territorio a diagnosi tardive, attese infinite e cure mancate: una differenza che pesa sulla pelle delle persone.

Questo emendamento è il frutto di una lunga battaglia, cominciata appena sono stato eletto consigliere regionale, condotta con determinazione tra proteste e tentativi, fino all’ultimo, di farmi ritirare l’emendamento, e con il solo obiettivo di migliorare le condizioni di vivibilità e di cura per chi mi ha eletto e per tutti i pugliesi. Non ho chiesto privilegi, ma equità. Non ho chiesto chiese per il paradiso, ma servizi terreni, quotidiani, essenziali.

Finalmente, è stato riconosciuto che la salute non può essere una questione di geografia, ma di diritti. Con la nuova ripartizione, si supera una logica storica di disparità che ha generato ingiustizie sanitarie, a discapito della provincia di Foggia, e si afferma il principio che tutti i cittadini pugliesi hanno gli stessi diritti di cura, ovunque vivano.

È stata una giornata storica per la Capitanata. È stata corretta un’ingiustizia che andava avanti da troppo tempo. Ora la Giunta ha 30 giorni di tempo per attuare il dispositivo. E se qualcuno pensa di tornare indietro, sappia che sono pronto a difendere questa conquista con ogni mezzo, perché il diritto alla salute non si negozia.

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