Pepito a tutta forza, è ora testimonial di un ristorante a Foggia

FOGGIA – Pepito al secolo Giuseppe Martella, è sui manifesti 6 metri per 3 nel capoluogo dauno, Pepito diventato famoso prima sul settimanale Cronaca Vera, poi sul settimanale nazionale Di Più, in cui raccontava il suo legame con padre Pio, poi nella trasmissione televisiva “La Vita in diretta su Rai Uno” la famosa giornalista Sara Verta intervistò Pepito che raccontò la sua avventurosa vita spericolata a bordo della barchetta che ogni giorno usa per andare a pesca…Titolare di un lido nel golfo di Peschici, ha partecipato anche ad un videoclip del famoso cantautore Vasco Rossi girato in una cava di bauxite nella zona del Gargano segreto…Al famoso Pepito non gli manca niente…lui ha il mare, il pesce e una flotta di amici in tutto il mondo…che abbraccia e saluta con il suo buon cuore. Giuseppe Saldutto: “Conobbi Pepito, una ventina di anni fa, me lo presentò un mio caro amico, Luis Napolitano, il famoso pittore/fotografo di padre Pio…ci ha lasciato alcuni anni fa. Mi disse che c’era un personaggio insolito…si chiamava Pepito, le fotografie furono pubblicate dal settimanale nazionale CRONACA VERA. In memoria di Luis Napolitano Vi racconto questa storia…”

Ha salvato in più di mezzo secolo di mare centinaia di bagnanti che ogni anno,

lo chiamano per telefono per ringraziarlo per avergli salvato la vita….Importante la sua opera nell’incendio che durante l’incendio del 24 luglio del 2007 procurò anche 4 morti e diversi feriti distruggendo tutto, alberi, case e lidi turistici d Peschici parlò tutta la stampa nazionale ma a seguito di quell’incendio Pepito rimase ferito agli occhi…Un vero eroe del Gargano che però le Istituzioni preposte non hanno mai premiato…Con questo racconto voglio sensibilizzare il Presidente della Repubblica italiana Mattarella a donare a Pepito e il suo Gargano una onorificenza che merita un eroe silenzioso che non deve essere dimenticato.

Peschici 20 anni fa: foto ricordo da sinistra Pepito e la sua spiaggia in compagnia della inviata della trasmissione televisiva di Rai Uno “La Vita In Diretta” Sara Verta (premiata dalla Provincia di Foggia per il grande impegno profuso per divulgare tante belle notizie su Foggia e Provincia con una targa al merito) e il suo collega e amico Giuseppe Saldutto allora inviato speciale del settimanale nazionale “Cronaca Vera”.

La storia di Pepito: baywatch nostrano ed eroe senza medaglia

Nessun encomio solenne per il pescatore che portò in salvo durante l’incendio del paese centinaia di turisti dalla baita al porto…a causa dell’incendio divampato qualche tempo fa e mettendo in salvo centinaia di turisti con la sua barca…ha rischiato di perdere la vista per il fumo che ha danneggiato irrimediabilmente i suoi occhi, solo un intervento chirurgico poteva salvare la vista al pescatore e dice “c’è la crisi economica ma io e posso campare anche con un pezzo di pane e di cipolla e un pomodoro:  sono la fine del mondo….” Aveva uno strano metodo per far ricordare a chi salvava la vita dall’annegamento, dopo avergli salvato la vita gli dava tante botte da fargli ricordare bene il suo nome Pepito, perché la persona che stava annegando non aveva voluto ascoltare il consiglio di Pepito che raccomandava in quel giorno di non immergersi nelle acque della Baita che lui conosce meglio di se stesso…

In memoria di Luis Napolitano

PESCHICI (FG) – Siamo in località spiaggia al Lido Orchidea abbiamo incontrato “Pepito” di professione pescatore, proviene da una famiglia di pescatori, 11 fratelli, la moglie Raffaella è lui con l’aiuto della sua famiglia i suoi 3 figli Max (venuto a mancare all’improvviso qualche anno fa), Keyn e Keoma, hanno portato avanti il lido Orchidea che durante l’estate si riempie di turisti provenienti da tutto il mondo. Pepito racconta un sacco di storie ai bagnanti come quella volta che ha pescato un capodoglio lungo 7 mt. Poi 26 anni fa la decisione di trasformare la sua abitazione a qualcosa di fruibile ai turisti, continuando a fare il pescatore, ed è così che oggi siccome il mare è il suo mondo, è anche il bagnino, che guarda le acque sperando di non dover mai intervenire per salvare qualcuno…che sta per annegare…ma lui sorveglia sempre ma nonostante tutti i consigli impartiti ai bagnanti deve sempre intervenire per soccorrere bambini e adulti che stanno per affogare. Giuseppe Martella, detto Pepito, è un abile pescatore già dall’età di 13 anni, ci ha detto: “D’inverno si esce con la barca per andare a pesca e si fa la gara a chi prende il pesce più grande. D’estate la storia cambia: si pesca per portare sulla tavola dei bagnanti che vengono qui all’Orchidea per gustare il pesce fresco, che io stesso vado a pescare…Sono un tipo semplice…Potrei vivere tranquillamente con pane pomodoro e cipolla…La passione per il mare nasce che ci devi stare nel mare…ci devi stare dentro al mare…nascere nel mare….lo devi amare e devi stare con lui notte e giorno per avere la passione del mare…Io sono nato nel mare…Ho 11 fratelli.  Sono particolare perchè sono sub, vado sotto, sto più sott’acqua che fuori…Vivo più sotto che sopra…Faccio proprio il pescatore, solitario, vado da solo, non vado con mio fratello. Tutti i pescatori vanno in 3/4 unità, io vado sempre da solo. Io vado d’accordo solo con: io e io, non vado d’accordo con nessuno solo con il mare. Quando il mare è cattivo io me ne vado…Se tu lo ami lui non ti fa mai niente…Quando lui si arrabbia tu devi andare via, perchè lui è forte e non c’è una cosa che lo blocca….non c’è….L’acqua non si può fermare…l’acqua dove arriva distrugge…l’acqua per quanto è bella tanto è cattiva…Mamma mia…amo il mare…più di mia moglie…ma non glielo dite…da piccolo andavo a scuola, ti danno i nomignoli, ti danno i nomi…dove arrivavo io, arrivavano, 100 cozze e ostriche, le prendevo con la cassetta sotto il braccio, le mettevo sulle spalle, mia madre soffriva e mio padre non sapeva pescare, era un pescatore di sarde e acciughe…e allora io stavo soffrendo per loro e volevo sempre aiutarli, allora mi davo da fare da piccolino, per portare il pesce a casa: ne eravano tante di bocche da sfamare.  Dove arrivavo io arrivavano i soldi. Allora: Pepito, Pepito….Pepito….mi è rimasto questo nome…di Pepito. Sono pescatore…pescatore. Io raccoglievo sempre molto pesce, poi sono subacqueo come quelli veri….vado per lavoro e non per sport, quando vado in acqua faccio pesce…devo fare soldi…oppure per salvare una persona che sta per annegare…Sono una persona che fa i tuffi dagli scogli alti…da quando ero piccolo…Ho fatto 3 figli, il grande si chiama Max (purtroppo non c’è più ma sta sempre nel mio cuore…, sono stati sempre con me, lui era un professore di educazione fisica, ha fatto l’attore era bellissimo…poi l’altro è il campione di surf si chiama Kein lui sta nel bar del lido,  poi c’è Keoma, grande musicista, mia moglie Raffaella. Sono stati tutti con me sul lido a lavorare.  Sono contentissimo per questo. Io vengo dal mare e mi ritrovo con una cosa bellissima io sono nato qui…vedete questa foto si tratta di un polipo a vela te lo giuro su Dio, quella cosa bianca è la casa del polipo è come una conchiglia, è una specie di polipo che si chiama in quel modo…l’ho ripescata dopo 50 anni, un altra l’avevo pescata quando ero bambino, il polipo che sta dentro è una specie velenosa, bellissimo, tutto a colori, piccolissimo…diciamo che è una specie di conchiglia. Venitemi a trovare, io ve la faccio vedere. Addirittura uno di Sky voleva  fare un documentario su questo polipo che è rarissimo…Vi voglio far vedere dei fiori marini, e delle uova di squalo, bellissimo…li ho qua conservati…Poi faccio delle pietre che viene del mare, è leggera e galleggia, faccio delle vere e proprie opere d’arte che regalo ai turisti come souvenir di questo angolo di paradiso…Molte volte salvo diverse persone soprattutto gli indiani quelli accampati nella spiaggia libera, quelli che anche quando li chiami, e gli consigli di non andare in mare, loro ti dicono lei non c’entra niente con noi…Ma non puoi dire se qualcuno si affoga soffocasse…vi devo venire a prendere o non vi devo venire a prendere? Tutti quanti quando c’è la mareggiata si spostano avanti  e noi abbiamo qui un mare che quando abbiamo la mareggiata sembra che le onde ti portano a riva, e al contrario ti portano in fuori, c’è la corrente che ti portano fuori, anche se uno sa nuotare le onde ti tirano fuori, anche se uno sa nuotare, nuota, nuota, e ti tira fuori, poi in queste baie tipo Peschici, ci sono 2 uscitori dell’acqua che entra in tutta la baia e poi certe volte esce con una certa velocità, non capita sempre, capita ogni tanto, che quanto capita, ti capita anche se sai nuotare e automaticamente ci lasci le penne, non puoi fare niente e allora ci sono io che so tutta la storia e sto su una torretta speciale con un binocolo come i pirati, sono un baywatch italiano…Appena succede qualche cosa non è che vado quando sta affogando, io avviso, non facciamo in tempo a raccogliere morti, io li avviso, poi succedono le disgrazie. Questo è il trucco, e tante volte capitava che scappava il morto, qualcuno che si affoga, però da quanto sto io qua non è mai capitato un morto. Io vivo qui, io vado a pescare e vivo qua, poi c’è il lido, il bar non si possono lasciare queste cose qua…lettini e ombrelloni io vivo qui e la sera vado a mettere le reti. Nella mia vita ho salvato centinaia di persone, non c’è un numero preciso, di alcuni nemmeno me li ricordo, tanti, tanti, alcuni mi fermano vi ricordate di me mi avete salvato la vita….ma io non mi ricordo…tanti, poi ci sono storie che io dico a papà e figlio non andate in mare…dopo aver fatto tante questioni ha lasciato anche il bambino in mare, e andato e ha lasciato il bambino su quei canotti piccoli…ma non è più ritornato…45 anni fa, in un’altra baia, una brutta storia…invece un signore stava annegando e non aveva lo slip, era andato all’acqua alta, si era levato gli slip li aveva persi e stava annegando… io l’ho salvato e mi sono levato la canotta per coprirgli il basso ventre nudo. Poi io ho 2 figli, che sono dei mostri, la fine del mondo…quando io vado in acqua per il salvataggio lanciò l’allarme e loro mi seguono in acqua, Max era un istruttore di nuoto, campione italiano di surf, che quando parto io partivano anche loro, io parto subito a nuoto e loro vengono con la tavola da surf e il salvagente. Non facciamo scappare mai il morto, siamo telecomandati che quando parto io, tutti in acqua, il bello che ho fatto una mazza tipo Noè, che quando cammino tutto il gregge, sai io sono il pastore e loro sono le capre…Quando ci fu l’incendio io non ho avuto nemmeno un premio, io con la mia barca ho portato tanti di quei salvataggi di quei bambini, tu non puoi immaginare, ho preso tante di quelle persone, le ho portate qua nel porto, addirittura eravamo rimasti in mezzo al mare con la barca senza benzina, e nessuno è venuto a recuperarci, allora ho gettato l’ancora ho fatto stare tutti i bambini in acqua, sono andato a nuoto quasi a riva, mi hanno preso, con la barca in mezzo al mare mi hanno rimorchiato. Avrò fatto 20 viaggi, tanti bambini che gridavano, tutto scoppiava, sai un apocalisse, dirlo non è niente una cosa da fantascienza, una cosa che ti faceva rabbrividire, ma io no, per me non c’era davanti a me quel fuoco assassino, in quei giorni la mi sono bruciato con il fumo tutti gli occhi, pieno di sangue, ho dovuto fare un operazione, perchè tutto quel fumo che ho preso quel giorno, perchè quel giorno dovevo stare solo sott’acqua, ma tanto di quel fumo che gli occhi si sono bruciati, una cosa bruttissima quella che è accaduta, la gente ha perso di tutto, c’è gente che ha perso tutto, tutto, tutto, io fui danneggiato, tutti a seguito dell’incendio avevano disdetto anche qui al lido, è stato un anno…bruttissimo il 2007, ho dovuto rinnovare il mutuo, non ho guadagnato nulla, un anno di fermo, adesso ti debbo dire la verità non sono stato mai così giù, non diciamo fantasie, non andiamo in alto, in basso, non ci allarghiamo, ti dico la realtà, non è che si guadagnano miliardi, è una cosa bellissima, si lavorò poco, sulla spiaggia pochi ombrelloni abbonamenti per gli ombrelloni fino al 13/14 e 15 agosto, poi cade completamente, poi lavoro tantissimo…Tanta gente viene a fare giornate di mare… e meno male che c’è una crisi….crisi…crisi…ma non lo voglio dire…io voglio parlare di me che sto bene e che posso campare anche con un pezzo di pane e di cipolla e un pomodoro: è la fine del mondo…Poi hai i figli che ti stanno vicini, l’importante che stiamo bene quello voglio dire…metti le reti, mangio stai tranquillo ed è la fine del mondo…Quando è bel tempo vado a pesca, quando non è bello non ci vado. Ma devo dire: che lavoro notte e giorno! Io sono nato nelle baracche di Peschici, 11 fratelli e una sorella…si viveva in povertà…Il ricordo più bello è quando ho salvato 3 bambini che stavano annegando: è successo 23 anni fa, di quel giorno mi ricordo tutto. Nella notte mi rivolgo con devozione a Gesù Cristo e tante volte gli faccio delle domande e lui mi dice, la smetti…e vai via…e mi dice vai tranquillo non ti preoccupare…Dico sempre smettila ti voglio bene…Questi bambini, io avevo avvisato i genitori, e loro hanno insistito, dico guarda che se stanno affogando poi io non li prendo…La mattina è successo questo, poi dopo pranzo ho visto che gridavano tutti, da paura, io ho tentato una cosa che nella vita capita una sola volta li ho presi tutti e 3 li ho salvati mi sono ritrovato in quel pomeriggio triste all’acqua bassa con questi 3 bambini in braccio…nessuno mi ha aiutato…Questi genitori ogni mese mi telefonano, che io gli ho salvato i 3 bambini, io li avevo avvisati…sono parmigiani…è successo circa 24 anni fa, ma sono tanti gli episodi, tante cose belle: quanto salvi qualcuno…è sempre un bel ricordo, ma quando avvisi uno grande dicendo stai attento…e gli dico che se anneghi e poi ti vengo a salvare ti picchio…Prima lo facevo, adesso non lo faccio più, gli dicevo se tu mi chiedi aiuto…io ti salvo…ti affogo…ma ricorda che ti picchio….li riempio di botte…ho una bella nomina, che quando dicono il mio nome…non ti ha picchiato….Quando arrivo in acqua ti mangio…ti avviso dalla mattina alla sera, che in quel giorno non devi andare in acqua e adesso…stai annegando allora prima li salvo e poi botte…Così si ricordavano bene che devono seguire il mio consiglio io il mare lo conosco meglio di me stesso…io li avvisavo state attenti…ma loro si immergono lo stesso…poi li portavo e riva…e giù con le botte…Tante volte chiedo se sanno nuotare e loro dicono si ma non è vero…dico guardate se vi fate male sono cavoli vostri, io vi do la canoa, il pedalò, ma state attenti. La cosa più bella è che la gente mi ammira per questo modo mio di fare. Lo sanno che mi comportò così perchè non voglio che si fanno male o che muoiono affogati…sarebbe un dramma, io sono qui per lavorare…e bisogna evitare le tragedie…Venitemi a trovare conosco più il mare della mia vita…il mare è la mia vita….lo lo amo in un modo micidiale. Poi io ho la barchetta più bella del mondo, si chiama “Peter Pan” se la vedi…ce ne sono migliaia, ma la mia è particolare. Io amo il mare, lo amo più che mia moglie, ma non glielo dite…Ti voglio bene…ma adesso ti devo lasciare devo andare a pesca, ti dico tanti auguri…ciao buona serata….tanti auguri….”

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