Sanità sul Gargano “tradita”, sindaco d’Anelli attacca la Regione: “Pronti alle barricate”

RODI GARGANICO (FG) – Il servizio di Guardia Medica Turistica sul Gargano è ufficialmente al collasso prima ancora di iniziare. Il Sindaco di Rodi Garganico, Carmine d’Anelli interviene con estrema durezza sposando e rilanciando la denuncia dell’Avv. Raffaele Sciscio, Sindaco di Vico del Gargano e Presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto Socio-Sanitario 53 .

Il fallimento dell’ultimo bando — con appena 18 medici reclutati su 40 necessari — è la cronaca di un disastro annunciato. Per la prima volta, la Regione Puglia non ha stanziato i fondi per i compensi integrativi dei professionisti, pretendendo che i medici garantissero la sicurezza di milioni di turisti senza incentivi e in condizioni di perenne emergenza.

d’Anelli punta il dito direttamente contro l’istituzioni regionali e, nello specifico, contro l’Assessore alla Salute Donato Pentassuglia, ricordando un retroscena significativo: ««Durante l’ultimo incontro da remoto tra i sindaci del nostro Distretto 53 e l’Assessore Pentassuglia, eravamo certi che l’Assessorato avesse recepito il disagio espresso dai primi cittadini a chi ha il compito di intervenire per risolvere i problemi. Non abbiamo chiesto nulla di trascendentale, ma la sola copertura delle guardie mediche e il potenziamento dei mezzi di soccorso, considerato che il 30 giugno i contratti degli autisti scadranno. L’Assessore si era infatti impegnato a garantire la proroga dei contratti in essere per gli autisti e aveva chiesto di conoscere nel dettaglio le necessità relative alle guardie mediche estive, così da gestire la situazione in modo mirato e adeguato. Quelle rassicurazioni, invece, si sono sciolte al primo sole, traducendosi in un totale nulla di fatto. Oggi ci troviamo di fronte a un clamoroso voltafaccia istituzionale: la Regione non ha stanziato i compensi aggiuntivi, creando le condizioni affinché nessun professionista accettasse l’incarico sul Gargano, lasciando l’80% dei turni scoperti, tranne che in pochissime località. È una scelta quella di “non agire” di cui Bari porta la totale responsabilità. Questa decisione interrompe un percorso che, fino allo scorso anno, bene o male reggeva, garantiva un minimo di continuità assistenziale, sicurezza e dignità sia ai medici che alle nostre comunità.»

Il primo cittadino di Rodi Garganico accusa la Regione di alimentare una sanità discriminatoria, sollevando una durissima polemica politica: «Siamo arrivati all’assurdo culmine per cui il diritto alla salute dipende dalle fortune del bilancio di un singolo comune. Solo le zone con tutele speciali per legge, o i pochissimi comuni che pagheranno gli incentivi ai medici attingendo direttamente dai propri fondi comunali, avranno o potranno avere una copertura. Ma la salute pubblica non è un lusso privato o una scommessa di bilancio: è un diritto universale e spetta alla Regione garantirelo ovunque, senza creare territori di serie A e di serie B. Questa situazione fotografa la poca conoscenza degli attuali vertici della sanità regionale del territrio garganico. Si ignora forse che le nostre località balneari passano da poche migliaia di residenti a centinaia di migliaia di presenze estive in pochi giorni. Privare queste persone dell’assistenza di base significa decretare il collasso programmato dei pochi Punti di Primo Intervento. Queste nuove e intollerabili criticità si vanno drammaticamente ad aggiungere alla già cronica e gravissima carenza di mezzi e personale che affligge da tempo i nostri punti 118. I Pronto Soccorso più vicini sono a San Giovanni Rotondo, San Severo o Foggia: costringere utenti e turisti a viaggiare per chimilometri per ricevere un minimo di assistenza è da irresponsabili»

Nella sua duplice veste di Sindaco e di Presidente del Patto Associativo “Città Gargano”, d’Anelli lancia la mobilitazione generale a fianco del collega Sciscio: «Le singole proteste non bastano più.. Se Pentassuglia e il Presidente Decaro pensano di usare il nostro promontorio solo per fare gastronomia o statistica sui dati del PIL turistico, salvo poi lasciarci con i presidi sanitari al collasso, si sbagliano di grosso. Il tempo della diplomazia è scaduto. Ora si passa ai fatti. d’Anelli preanunciai la mobilitazione totale della Citta di Rodi Garganico»

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