“Mi ha implorato di fare una foto”: la frase di Trump scatena la replica durissima di Meloni

La telefonata di Donald Trump a L’Aria che tira è bastata a riaccendere una tensione che sembrava sopita dopo il G7 di Evian. Nel passaggio più discusso, il presidente degli Stati Uniti sostiene che Giorgia Meloni gli avrebbe “implorato” una foto, una frase che ha immediatamente attraversato redazioni e social, fino alla replica diretta della premier.

La chiamata, trasmessa oggi, si apre con il tono confidenziale che Trump riserva alle interviste non ufficiali. Rispondendo alle domande del giornalista Daniele Compatangelo, l’inquilino della Casa Bianca allarga il discorso all’Europa, poi alla premier italiana. È in quel momento che pronuncia la frase destinata a diventare titolo: “Mi ha implorato di fare una foto con lei… alla fine mi ha fatto pena”. Un’affermazione che arriva a pochi giorni dal vertice di Evian, dove i due leader avevano avuto un incontro definito “di chiarimento” da fonti diplomatiche italiane.

La reazione di Meloni non si fa attendere. In un video diffuso sui suoi canali social, la premier appare ferma, quasi sorpresa dal contenuto della telefonata. Parla di “dichiarazioni totalmente inventate”, dice di essere “allibita” e aggiunge una frase che sintetizza il suo stato d’animo: “L’Italia non implora mai”. Nel messaggio c’è anche un riferimento indiretto alla postura internazionale di Trump: “Dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente”.

Il contrasto tra le due versioni stride con il clima descritto appena tre giorni prima al G7. Le agenzie avevano parlato di un colloquio “utile”, senza battute né tensioni, quasi un tentativo di riportare i rapporti su un binario prevedibile dopo settimane di freddezza. La telefonata alla trasmissione di La7, invece, riapre il fronte, riportando la relazione tra Roma e Washington in una zona grigia fatta di dichiarazioni pubbliche e interpretazioni divergenti.

La giornata si chiude così, con due narrazioni opposte che si fronteggiano a distanza di poche ore. Da un lato la versione di Trump, consegnata a una telefonata informale; dall’altro la smentita netta della premier, affidata a un video istituzionale. Il resto, per ora, resta sullo sfondo: il G7 appena archiviato, i dossier aperti tra Italia e Stati Uniti, e un rapporto personale che continua a muoversi tra cordialità di facciata e improvvise accelerazioni polemiche.

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