APRICENA (FG) – Si chiude con una piena assoluzione la vicenda giudiziaria che per sette anni ha visto coinvolto il sindaco di Apricena, Antonio Potenza. Il Tribunale di Foggia lo ha scagionato dalle accuse mosse a seguito di una querela sporta dall’oppositore politico Michele Lacci. I fatti risalivano a un infuocato comizio del 14 agosto 2019, tenutosi subito dopo la revoca della misura degli arresti domiciliari a carico del primo cittadino.
Secondo i giudici, le espressioni utilizzate da Potenza – per le quali la controparte era arrivata a chiedere otto mesi di reclusione e un risarcimento – rientrano nel legittimo diritto di critica politica e non costituiscono alcuna aggressione personale gratuita.
In un lungo e accorato sfogo sui social, il sindaco ha espresso tutto il suo sollievo per la fine di un incubo mediatico e personale: “Abbiamo sconfitto il tentativo di trasformare la politica in un processo”. Potenza ha ringraziato la sua famiglia, la comunità di Apricena (che non ha mai smesso di sostenerlo) e il suo difensore, l’avvocato Angelo Pasquale Masucci.
Il primo cittadino ha inoltre sottolineato come questa sentenza rappresenti una condanna morale verso un metodo ben preciso, quello di chi “non riesce a batterti nelle urne e prova a trascinarti nelle aule giudiziarie”. I legali del sindaco valuteranno ora ogni successiva azione nelle sedi competenti per tutelare definitivamente la sua immagine.



