FOGGIA – Il Tribunale ha ammesso il Comune come parte civile nel procedimento per il femminicidio di Hayat Fatmi, uccisa nell’agosto dello scorso anno. La decisione è arrivata nell’udienza di questi giorni, un passaggio che l’amministrazione interpreta come un segnale di tutela verso l’intera comunità cittadina, profondamente colpita dalla vicenda.
Hayat Fatmi era arrivata a Foggia per costruire una vita stabile. Aveva comprato casa, trovato lavoro, intrecciato relazioni che l’avevano resa una presenza conosciuta in quartiere. Una donna stimata, che alle istituzioni si era rivolta con fiducia, chiedendo protezione nei momenti più difficili.
La sindaca Maria Aida Episcopo ha parlato di “atto di giustizia e vicinanza”, ricordando come la comunità foggiana abbia vissuto con dolore la notizia dell’omicidio. “Davanti alla violenza non possono esserci indifferenza né silenzio”, ha detto.
Sulla stessa linea l’assessore alla Legalità e Sicurezza, Giulio De Santis, che ha richiamato il percorso di Hayat e le richieste di aiuto rimaste senza esito. Per l’assessore, la costituzione di parte civile rappresenta un impegno concreto: “La città non dimentica e si stringe attorno alla sua memoria. Saremo presenti nei processi e continueremo a investire nella prevenzione e nell’educazione al rispetto”.
Il Comune ha annunciato che proseguirà con iniziative dedicate alla sensibilizzazione e al contrasto della violenza di genere, un fronte su cui Palazzo di Città ha già avviato progetti e collaborazioni con associazioni del territorio.


