CERIGNOLA (FG) – Svolta importante nell’inchiesta sulla rapina al portavalori avvenuta il 6 novembre 2024 lungo la statale 96, all’altezza di Toritto. All’alba di oggi i carabinieri del Comando provinciale di Bari, su delega della Direzione distrettuale antimafia, hanno eseguito una serie di misure cautelari che segnano un punto decisivo nelle indagini su uno degli assalti più violenti registrati negli ultimi anni nel Barese.
Secondo gli investigatori, il gruppo raggiunto dall’ordinanza del gip di Bari sarebbe riconducibile a un presunto sodalizio criminale di Cerignola, ritenuto responsabile dell’attacco al blindato durante il quale furono esplosi numerosi colpi di kalashnikov, fatta saltare la cabina posteriore del mezzo e incendiate le auto utilizzate per coprire la fuga. Un’azione paramilitare che, in pochi minuti, permise al commando di impossessarsi di circa un milione di euro.
Le misure cautelari in carcere hanno riguardato otto persone: Biagio Michele Nazareno Barrasso (Cerignola, 1985), Antonio Braschi (Cerignola, 1978), Cosimo Attila Cirulli (Cerignola, 1990), Giuseppe Da Bellonio (Cerignola, 1981), Riccardo Magno (Terlizzi, 1991), Pasquale Sciusco (Cerignola, 1968), Giovanni Terlizzi (Cerignola, 1983) e Pasquale Pazienza (Bitonto, 1969). Per tutti, le accuse contestate – sempre nel rispetto della presunzione di innococenza – spaziano dall’associazione per delinquere alla rapina aggravata anche dal metodo mafioso, oltre a una serie di reati contro il patrimonio che rientrerebbero nel presunto programma criminale.
Nell’elenco degli indagati compare anche l’ex sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo (1950), accusato di favoreggiamento. Nei suoi confronti non è stata disposta alcuna misura cautelare. L’ordinanza cita inoltre altri nomi coinvolti nell’inchiesta: Riccardo Acquaviva (Andria, 1982), Pasquale Pio Barrasso (Cerignola, 1983), Francesco Gaeta (San Giovanni Rotondo, 1976, residente a Orta Nova), Rocco Gaeta (Foggia, 1977, residente a Ordona), Alberto Macchiarulo (Cerignola, 1984) e Giustina Pollice (Canosa di Puglia, 1993).
Il gip ha invece rigettato la richiesta di misura cautelare per Michele Piarulli, 64 anni, figura nota negli ambienti criminali cerignolani. Per altri indagati è stato disposto l’interrogatorio preventivo, passaggio necessario prima di valutare l’eventuale applicazione delle misure richieste dalla Procura.
L’operazione di questa mattina ha mobilitato oltre cento carabinieri, con il supporto di un elicottero, dei reparti speciali, delle Aliquote di Primo Intervento e delle Squadre Operative di Supporto, unità solitamente impiegate in contesti ad alto rischio. Un dispiegamento che dà la misura della complessità dell’indagine e della pericolosità del gruppo su cui si sta concentrando l’attenzione degli inquirenti.
A distanza di mesi dall’assalto, la maxi operazione di oggi rappresenta uno degli sviluppi più significativi nella ricostruzione di una rapina che, per violenza e organizzazione, aveva destato forte allarme tra le comunità del territorio.


