BARI – La nave Life Support di Emergency è attraccata al porto di Bari con a bordo 48 migranti tratti in salvo e le salme di sette persone decedute durante la traversata. Secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA, l’intervento di soccorso è avvenuto lunedì 17 agosto nella zona SAR di responsabilità libica, dove l’imbarcazione dell’ONG ha individuato un piccolo barchino in balia del mare.
I profughi messi in salvo sono prevalentemente di nazionalità somala ed egiziana e sono salpati dalle coste libiche di Zuwara. I sette migranti che hanno perso la vita nel corso della navigazione viaggiavano all’interno della stiva del natante; il decesso sarebbe stato causato con ogni probabilità da un’intossicazione da monossido di carbonio. A bordo della Life Support, le salme sono state conservate nelle celle frigorifere dell’imbarcazione. Durante la rotta di risalita verso lo scalo pugliese, altre due persone soccorse erano state precedentemente evacuate d’urgenza mentre la nave transitava nella zona SAR di competenza maltese.
Ad attendere l’attracco sulla banchina barese si sono mobilitati i soccorritori del 118 e i volontari della Protezione Civile per allestire il dispositivo di accoglienza. Sul posto sono giunti anche le autorità cittadine, tra cui il sindaco di Bari, Vito Leccese, e l’assessore comunale al Welfare, Michelangelo Cavone.
I sopravvissuti sono stati subito presi in carico dal personale medico per il consueto triage sanitario a terra. Tra le condizioni cliniche riscontrate dai primi accertamenti figurano ferite derivanti da traumi e dolorose ustioni cutanee, provocate dal contatto prolungato con il carburante mescolato all’acqua salata presente sul fondo del barchino.




