Carpino celebra le radici e le tradizioni con la Cena dell’Emigrante

CARPINO – Il 2024 è stato proclamato l’anno delle “Radici Italiane” e il Comune di Carpino non si è fatto sfuggire una ghiotta occasione per ritornare all’antico, al primo dopoguerra, alle “fughe” verso America, Canada, Australia, Argentina, Brasile, Venezuela e nord Europa di milioni di Italiani. Per questo motivo, in occasione del progetto “Radici e ritorni”, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il 5 agosto l’amministrazione comunale di Carpino, guidata dal sindaco Rocco di Brina ha organizzato la Cena dell’Emigrante, tavolata conviviale per accogliere e rivivere i bei ricordi legati alla propria terra e alle proprie tradizioni, insieme a Caterina Foresta, vicesindaco con delega alla cultura e Michela Russi, assessore al turismo della “Città dell’Olio”. Si scende in Piazza del Popolo alle 20.30 e semplicemente si cena tutti insieme, in una lunga tavolata elegantemente apparecchiata, in collaborazione con OnlyFood e la locale Proloco, nel cuore del pittoresco borgo di Carpino. Durante la cena si esibiranno i Musici e Cantatori di Carpino, con le loro serenate e tarantelle che hanno fatto la storia del comune garganico. La partecipazione è gratuita, ma è necessario prenotarsi su Eventbrite attraverso il seguente link: https://shorturl.at/Lh2Jl

IL PROGETTO. “Radici e Ritorni” è nato per rafforzare il legame tra i comuni e i cittadini carpinesi residenti all’estero, in particolare quelli delle comunità di emigrati in Australia e Francia, attraverso un progetto che miri alla ricostruzione della propria storia familiare e genealogica ma soprattutto a mantenere viva e rafforzare la conoscenza della propria identità culturale e folkloristica d’origine. Il progetto vuole dare risalto al legame che unisce i due comuni dell’area interna garganica e il tema dell’emigrazione storica con un focus sull’aspetto del ritorno alle origini, al rapporto ancestrale che ci lega alla nostra terra attraverso forme di turismo ecosostenibile e responsabile.  “La serata dell’emigrante” è una cena comunitaria di quartiere aperta ai turisti e che vedrà protagonisti soprattutto gli emigrati di ritorno e i loro discendenti. L’evento sarà basato sullo scambio di storie, esperienze, letture di brani e poesie sui temi del viaggio e della restanza, una serata di accoglienza e ospitalità, accompagnati da una degustazione di prodotti tipici e musica folkloristica, con la presenza di rappresentanti della comunità carpinese in Australia, guidata da Joe Caputo, presidente della Federazione Pugliese d’Australia di Melbourne e membro del Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo. Caputo, carpinese doc, emigrato con la famiglia prima in Brasile, poi a Melbourne, non è nuovo a queste iniziative e ha trovato terreno fertile nella lungimirante amministrazione guidata da Di Brina. All’interno di “Radici e Ritorni” sono previste numerose attività, come sagre, laboratori esperienziali e contest legati alle tradizioni tipiche del Gargano.

GLI EMIGRANTI.
Sono sei milioni gli italiani residenti all’estero, una cifra che sale a 80 milioni comprendendo nel novero anche oriundi e discendenti e addirittura a 260 milioni se si include nel totale il numero degli affini con legami parentali, di quanti parlano la nostra lingua o comunque si sentano particolarmente vicini alla nostra cultura, anche per motivi di lavoro. Sono cifre che fanno dell’Italia un caso pressoché unico al mondo e che il 2024 – decretato “Anno delle radici italiane” dal Ministero degli Esteri, con tanto di specifico progetto inserito nel PNRR – permette di portare in primo piano. Si tratta insomma – come emerge da una ricerca di Confcommercio sul cosiddetto turismo delle radici: un’indagine sul valore economico, una ricerca demoscopica su turisti attuali e potenziali e un’analisi qualitativa – di una comunità enorme, che ha voglia di riscoprire le proprie origini e che rappresenta dal punto di vista turistico una domanda potenziale di dimensioni sorprendenti.

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