Foggia, la scuola riparte ma le aule si svuotano: 1.200 alunni in meno in provincia

Caro libri e accorpamenti al centro del dibattito, ma il vero dramma è demografico. I dati degli istituti di Vico del Gargano certificano l'esodo e la crisi delle aree interne.

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VICO DEL GARGANO (FG) – Lunedì 14 settembre si ritorna a scuola e l’attenzione si sposta subito sull’andamento della popolazione scolastica con tutte le conseguenze che ne derivano sulla pubblica amministrazione e sulle famiglie: il caro libri; il caro zainetto; la formazione delle aule; le soppressioni; gli accorpamenti degli istituti; la loro autonomia; i trasporti; le mense. Tutto questo è strettamente legato all’andamento (crescita-decrescita) della popolazione scolastica. Il linguaggio più immediato e chiaro è quello dei numeri. In provincia di Foggia parte il nuovo anno scolastico con 1200 alunni in meno. Il calo degli studenti non è omogeneo, ne soffrono di più il subAppennino dauno e il Gargano. Il fenomeno, conosciuto, è legato allo spopolamento e all’emigrazione giovanile. Nonostante la vocazione turistica il Gargano non riesce a trattenere le giovani famiglie in cerca di stabilità; di conseguenza i Comuni interni del promontorio subiscono da anni una costante riduzione delle sezioni della scuola dell’infanzia e primaria.

Nei due Istituti scolastici di Vico del Gargano la popolazione degli alunni è la seguente:

  • Istituto Comprensivo “Manicone – Fiorentino” Alunni dell’Infanzia 86; alunni della Primaria 258; alunni della Secondaria 193. Totale alunni 537. Rispetto all’Anno scolastico 2025/2026 vi è un saldo negativo di 36 alunni.
  • Istituto Istruzione Superiore “Publio Virgilio Marone”: 230 studenti liceali fra Classico, Scientifico, Linguistico. 183 studenti al Professionale: Odontotecnici, Agrario diurno, Agrario serale. Totale alunni 413.

Il quadro emerso nei due istituti scolastici fotografa alla perfezione questa ritirata; i numeri non sono mai solo fredde statistiche da inserire nei bilanci ministeriali, sono, al contrario, il termometro più fedele dello stato di salute di una comunità. E il termometro del Gargano, oggi, scotta. Perdere 1.200 alunni in una provincia e registrare un saldo negativo di 36 bambini in un solo anno in un comune simbolo come Vico del Gargano non è un semplice “assestamento”. È il sintomo di una desertificazione sociale ed economica che continua a galoppare nell’indifferenza delle istituzioni, a tutti i livelli, da quelle locali alle nazionali. Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: parliamo di territori che d’estate si riempiono di luci, turisti e promesse di sviluppo, ma che d’inverno non riescono a offrire alle giovani famiglie l’unica cosa che conta davvero per restare: la stabilità. Senza un lavoro certo si fugge altrove e quando le culle restano vuote, le prime a chiudere sono le sezioni della scuola dell’infanzia e della primaria. Sono pezzi di futuro che si cancellano. Una comunità senza bambini è una comunità che rinuncia a domani. Se la politica locale, regionale, nazionale non riscoprirà “la famiglia” le aule vuote di questo settembre saranno solo il preludio di paesi fantasma che nessun turismo estivo, nessun festival, nessuna processione potrà salvare.

A cura di Michele Angelicchio

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