Furti nelle campagne di Foggia, Manfredonia e San Severo. Capitanata nel mirino

FOGGIA – Con due lettere ufficiali inviate a Maria Aida Episcopo, sindaca di Foggia, e a Domenico La Marca, sindaco di Manfredonia, CIA Agricoltori Italiani di Capitanata ha evidenziato quanto sta accadendo nelle ultime settimane. Da un lato, nelle aree rurali di Foggia e di altri comuni della provincia si stanno verificando diversi furti di uva da tavola; dall’altro, in piazze e strade del capoluogo e del centro sipontino si segnala un aumento di rivendite ambulanti che espongono e vendono uva da tavola di incerta provenienza. Ai Comuni di Foggia e Manfredonia, CIA Capitanata ha chiesto di porre in atto tutti gli strumenti e le azioni di controllo in loro possesso al fine di contrastare questo fenomeno.

La questione dei furti nelle campagne è stata al centro anche di una conferenza di servizi, convocata dal Comune di San Severo, che si è svolta nella serata di lunedì 9 settembre e alla quale hanno partecipato forze dell’ordine, le associazioni agricole tra cui Cia Capitanata, produttori agricoli e amministratori comunali.

“I furti nelle campagne”, ha dichiarato Angelo Miano, presidente di CIA Capitanata, “costituiscono ormai da diversi anni un problema gravissimo nel nostro territorio. Arrecano danni ingenti alle imprese agricole che vedono sottrarsi la fonte del loro reddito e il frutto di sacrifici e lavoro”. In alcuni casi, i grappoli vengono rubati quando ancora su di essi agiscono i trattamenti per prevenire l’insorgere di fitopatologie: circostanza che potrebbe costituire un rischio per la salute nel momento in cui quell’uva viene consumata.

Gli imprenditori agricoli si sentono abbandonati, perché alle Forze dell’ordine e alla Magistratura, che pure svolgono un lavoro encomiabile, non sono assicurate le risorse e i mezzi sufficienti a controllare un territorio vastissimo come la provincia di Foggia, terza provincia più estesa d’Italia – dopo quelle di Sassari e di Bolzano – con oltre 7000 km quadrati di superficie territoriale.

“A San Severo”, spiega Nicola Cantatore, “abbiamo illustrato il documento elaborato dall’Ufficio Legislativo di CIA Puglia che ha per tema ‘Il sistema pugliese di sicurezza rurale: disfunzioni, incongruenze e proposte di modifica’. Nel documento-studio, attraverso una serie di dati, si dimostra come sia ormai ineludibile l’esigenza di una riforma profonda del sistema di sicurezza rurale, con le forze dell’ordine già impegnate su altri mille fronti lasciate praticamente da sole a farsi carico di un fenomeno sempre più esteso e preoccupante”.

l’incontro di ieri sera a San Severo

IN CAPITANATA. Vigilanza e controllo specifico delle aree rurali, in Puglia, compete innanzitutto al Nucleo di vigilanza ambientale incardinato nella Sezione regionale di vigilanza della Regione Puglia. In provincia di Foggia, quella che un tempo era la Polizia provinciale è stata di fatto svuotata in seguito al trasferimento in blocco presso il nucleo regionale. Nucleo che, nel Foggiano, può contare soltanto su 17 agenti, uno per 422 Km quadrati di territorio su una superficie complessiva di 7.174 km quadrati.

Tutto questo comporta che a farsi carico di controllo, prevenzione e repressione siano in pressoché totale solitudine solamente le forze dell’ordine, già pesantemente gravate da un impegno durissimo nei centri urbani.

LE PROPOSTE DI CIA. Per questo motivo, il documento elaborato da CIA Puglia sostiene la necessità di una profonda riforma del sistema pugliese di sicurezza rurale, a cominciare dal rafforzamento del ruolo di coordinamento della Regione e dal rilevante potenziamento della pianta organica preposta alla sicurezza rurale. Occorre, inoltre, che la questione della sicurezza rurale e delle materie ad essa connesse diano vita a un assessorato regionale specifico. Serve l’individuazione di una regia politica unitaria delle attività di sicurezza rurale ed è necessaria la creazione di un efficiente sistema integrato pubblico-privato. Bisogna, inoltre, che la Regione Puglia preveda misure di sostegno per favorire l’acquisto di strumenti e tecnologie di vigilanza privata da parte delle imprese, in modo che possano aiutare forze dell’ordine e magistratura.

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