ISCHITELLA (FG) – L’eccezionale importanza dei dolmen individuati nel territorio di Ischitella è stata recentemente evidenziata negli Atti del 45° Convegno Nazionale sulla Preistoria, Protostoria e Storia della Daunia, dove è stata documentata la scoperta di queste nuove strutture megalitiche.
La scoperta, descritta in una nota preliminare a cura del prof. Armando Gravina, anima storica e curatore scientifico del Convegno, riguarda la contrada San Martino, un’area situata a circa un chilometro a Nord dell’abitato di Ischitella e non distante dalla costa adriatica.

Il prof. Gravina ha individuato i reperti di natura monumentale, che comprendono:
- Lacerti di muri: Probabilmente facenti parte di complessi più ampi.
- Strutture di tipo dolmenico: Monumenti funerari preistorici realizzati con grandi lastre di pietra (megaliti), tipici dell’età del Rame o del Bronzo.
- Menhir: Monoliti conficcati verticalmente nel terreno, anch’essi collegati a culti o a marcatori territoriali preistorici.
Secondo il Prof. Gravina, l’individuazione di questi manufatti megalitici aggiunge un tassello fondamentale per la comprensione della frequentazione umana del promontorio del Gargano in età preistorica e protostorica.
Si attende ora che la comunità scientifica avvii analisi più approfondite per datare con precisione le strutture e per comprendere appieno la funzione e l’estensione di questo nuovo sito archeologico a Ischitella.
“Desidero ringraziare vivamente Andrea Grana del “Team Gargano Da Scoprire” (San Nicandro Garganico) e Valerio Agricola dell’Associazione “Il Quadrato Magico” (Ischitella) che gentilmente hanno messo a mia disposizione i dati relativi alla geolocalizzazione, alle misure e a gran parte del materiale fotografico relativi alle evidenze archeologiche pubblicate” ha scritto Gravina nella sua nota. “Un sentito grazie – ha aggiunto – per l’interessamento alle ricerche va pure a Giovanni Barrella del “Team Gargano Da Scoprire” e a Giuseppe Laganella, Valerio Agricola, Michele Disanti dell’Associazione “Il Quadrato Magico” per la segnalazione dell’area con le strutture dolmeniche prese in esame”.
Ecco il saggio del prof. Armando Gravina:

