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La leggenda del cipresso di San Francesco ad Ischitella

Ritorna la festa di San Francesco d’Assisi, venerato nell’omonima chiesa e convento di Ischitella. Da notizie riscontrate dalla popolazione pare che questa festa non sia molto remota. Al contrario, invece, sulla figura di San Francesco d’Assisi ad Ischitella vi è una leggenda molto antica, incentrata sul cipresso posto dinanzi la chiesa. Cogliamo l’occasione per raccontarvi questa particolare storia trasmessa oralmente dalla popolazione locale.

La leggenda del cipresso capovolto

Il racconto popolare arrivato fino ad oggi narra della storia del passaggio del Santo ad Ischitella mentre si stava recando alla Grotta di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo. Bisogna precisare che all’epoca il borgo d’Ischitella doveva essere una meta già prefissata dal Santo, per via della presenza di una cappella dedicata a San Michele Arcangelo.

Secondo la leggenda pare che San Francesco abbia piantato il suo bastone appena uscito dalla cappella di San Michele, e che ben presto questo bastone abbia germogliato in un alto cipresso. Il demonio, preso dall’ira verso questo divino germogliare, capovolse il cipresso con una furibonda tempesta. A dispetto di questo flagello, il santo cipresso continuò a vegetare e svilupparsi, non più verso il cielo, ma verso la terra, lasciando per aria le radici.

Quel che ad oggi effettivamente lascia l’idea di un cipresso capovolto, è invece il chiaro segno di una miracolosa fossilizzazione di un arbusto molto centenario. Si hanno notizie della sua presenza, in maniera vegeta, già dal XVII-XVIII sec., attraverso degli scritti dello stesso Pietro Giannone.

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