MANFREDONIA (FG) – Un nuovo incendio ha colpito l’Oasi Lago Salso nella mattinata di ieri 6 luglio, riportando Manfredonia a un copione che la comunità conosce fin troppo bene. A bruciare è stata l’area occidentale della riserva, la stessa che un anno fa finì al centro dell’attenzione nazionale per il rogo definito “apocalittico” dalle principali testate televisive e giornalistiche.
La segnalazione arriva da Giuseppe Marasco, consigliere comunale e comandante del Corpo Volontari CIVILIS, che ha diffuso una comunicazione dai toni duri, parlando apertamente di incendio doloso e di una situazione rimasta immutata nonostante i dodici mesi trascorsi. Nel documento, Marasco ricorda come il disastro del 2025 avesse distrutto ettari di macchia e habitat protetti, lasciando una ferita profonda nel territorio. Da allora, sostiene, non sarebbero stati messi in campo interventi capaci di prevenire nuovi episodi.
La diffida è indirizzata al sindaco di Manfredonia e agli enti competenti. Marasco chiede di rendere pubblici gli atti adottati dal Comune per la prevenzione degli incendi, le misure di vigilanza e videosorveglianza attivate, lo stato delle indagini sui responsabili del rogo dello scorso anno e su quelli di oggi. Domande che, nella sua ricostruzione, restano senza risposta.

Il consigliere punta il dito contro quella che definisce una “inazione” delle istituzioni, parlando di un territorio lasciato esposto ai piromani e di un patrimonio naturalistico non adeguatamente protetto. La nota prosegue con un passaggio diretto rivolto al sindaco, invitato a “trarre le conseguenze” qualora non fosse in grado di garantire la sicurezza dell’area.
Marasco annuncia inoltre l’intenzione di trasmettere la diffida alla Procura di Foggia, alla Prefettura, alla Regione Puglia e al Ministero dell’Ambiente, affinché vengano valutate eventuali responsabilità per omissione di atti d’ufficio e per disastro ambientale.


