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Quando Pasolini passò per il Gargano, “isola” non diversa dalle Tremiti

A cento anni dalla nascita del poeta, scrittore e regista Pier Paolo Pasolini, emblema dell’anticonformismo, libertà intellettuale e pensiero critico, abbiamo voluto ricordarlo attraverso le parole scritte nel suo diario di viaggio “La lunga strada di sabbia”.

Nell’estate del 1959, Pasolini percorse la costa italiana alla guida di una Fiat Millecento, attraversando anche il Gargano e lasciando un suo pensiero scritto da Rodi Garganico. “Ho perso il battello delle Tremiti, non ci potrò andare. Ma qui sono in un’isola, non credo laggiù sia diverso” dirà.

La pagina scritta da Rodi Garganico per “La lunga strada di sabbia” (1959)

Dal brano “La lunga strada di sabbia”.

Rodi Garganico, luglio.

E’ appena passata mezzanotte, e sono solo. Ma solo come può essere solo uno spettro. Tutti sono serrati nelle case, di questo paese peraltro abbastanza elegante. I piccoli borghesi foggiani in villeggiatura, i rodigiani, che domani mattina si devono alzare alle tre, alle quattro, per andare nei campi col mulo. E’ suonato un misterioso coprifuoco: nessuno lo trasgredisce.

Io cammino per la piccola spiaggia deserta, ai piedi del paese. E nel silenzio che c’è fuori e dentro di me, sento come un lungo, afono crolla. L’intera costa pugliese si sfa in questa quiete, dopo aver infuriato ai miei occhi, ai miei orecchi, per mattinate e meriggi di caos preumano, sottoumano.

Lo sperduto Salento, severo come una landa settentrionale, coi suoi paesi greci in sciopero secolare; poi l’esplosione di Brindisi, la più caotica, furente, rigurgitante delle città di mare italiane; e le stupende Otranto e Ostuni, le città del silenzio del Sud; e Bari, che segna il pericolanti e informi come accampamenti, folle sotto i palchi delle luminarie e i podii bianchi traforati delle bande, sono un solo, sordo frastuono. Che si infrange contro le muraglie del Gargano, il cui periplo, a picco sul mare, tra le severe, deserte montagne, allontana dall’Italia di migliaia di chilometri. Ho perso il battello delle Tremiti, non ci potrò andare. Ma qui sono in un’isola, non credo laggiù sia diverso. Cammino, eslege, nel buio del coprifuoco, e già rimpiangono l’interminabile giorno su cui è caduta questa imprevista sera.

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