“Sul fine vita la Puglia può fare la sua parte”: la maggioranza al lavoro per la legge regionale

Nota congiunta dei capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale.

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“Sul fine vita la Puglia può fare la sua parte e intendiamo farla”. Lo dichiarano congiuntamente i capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale.

“La maggioranza regionale è già al lavoro su una proposta di legge che dia finalmente regole, tempi e procedure certe alle persone che si trovano ad affrontare una delle scelte più difficili e intime della propria vita.

Non vogliamo invadere competenze che appartengono al Parlamento né trasformare un tema così delicato in una battaglia ideologica ma non possiamo neppure accettare l’assenza di una legge nazionale come una ragione per restare immobili. Le pronunce della Corte costituzionale hanno tracciato un perimetro e dentro quel perimetro esistono responsabilità precise che riguardano anche il sistema sanitario regionale.

La proposta su cui stiamo lavorando non stabilisce chi abbia diritto ad accedere al suicidio medicalmente assistito, perché quei presupposti sono definiti dall’ordinamento e dalla Corte costituzionale, stabilisce invece come il sistema sanitario pugliese debba rispondere quando una persona presenta una richiesta, affinché nessuno, in una condizione di sofferenza estrema, sia costretto ad affrontare, insieme alla propria famiglia, anche l’incertezza della burocrazia, procedure diverse da territorio a territorio e tempi imprevedibili.

L’obiettivo è garantire procedure uniformi, una commissione multidisciplinare in ogni Asl, il coinvolgimento del Comitato etico, la piena informazione sulle cure palliative e sulla sedazione palliativa, la tutela delle persone più vulnerabili e il rispetto della libertà di coscienza del personale sanitario.

Su una materia che attraversa il limite della vita e chiama in causa la sofferenza, la libertà e la dignità delle persone, non ci interessano primogeniture né bandierine. Ci interessa costruire una legge seria, equilibrata e capace di dare certezze dove oggi troppo spesso ci sono attese e solitudine.

La proposta della maggioranza arriverà in Consiglio regionale e ci auguriamo che possa diventare il terreno di un confronto alto, rispettoso e libero, anche nelle differenze. Per questo consideriamo positivamente anche la disponibilità espressa dal consigliere Cera, il rispetto delle diverse sensibilità non può trasformarsi nell’alibi per lasciare tutto com’è.

Quando la politica rinvia all’infinito una risposta, a pagare il prezzo di quel rinvio sono persone vere, spesso nel momento più fragile della loro vita. È da loro che una legge come questa deve partire. Ed è davanti a loro, prima ancora che davanti ai nostri schieramenti, che abbiamo il dovere di essere all’altezza”.

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