Un incidente, un coma e una rinascita: Giovanni, l’uomo che ha dato una famiglia agli ulivi secolari

Gargano – Un incidente e il coma. Poi la rinascita e la voglia di ricominciare, ripartendo dalle sue origini. È la storia di Giovanni Canestrale, detto Giovanni “Fesico”, di 43 anni, originario di Vico del Gargano. Un uomo che ha trovato nella natura e negli ulivi la sua ragione di vita, e che ha deciso di condividerla con il mondo.

Giovanni si occupa di centinaia di ulivi secolari, che crescono in una delle zone paesaggisticamente più rilevanti del Gargano, nei pressi di Vico. Per valorizzare questo patrimonio, ha avuto un’idea originale: darne una parte in adozione. Ha iniziato otto anni fa, adesso sono 110 gli alberi che cura per conto di persone che vivono al nord, negli Stati Uniti, addirittura in Nuova Zelanda, in cambio di un centinaio di euro all’anno, a Natale, invia loro un pacco con olive trattate in vari modi e 5 litri di olio extravergine prodotti dall’albero adottato.

“È un modo per far conoscere la nostra terra, la nostra cultura, la nostra storia”, spiega Giovanni, che ha trasformato la sua passione in una missione. “Ho pensato di far adottare questi olivi, quindi a prendermene cura e quindi offrirlo anche a delle famiglie che vogliono vivere una giornata nella natura garganica, nascosta ai più. Quando si adotta l’albero mettiamo un’etichetta con il nome della famiglia, e viene calcolato anche quanto CO2 l’olivo monumentale assorbe. L’adozione viene monitorata online costantemente, quindi si può vedere tutte le fasi di maturazione, anche la potatura in zone molto scoscese, che è il 90% del nostro territorio, facciamo la raccolta manualmente con dei cesti della tradizione. E con questo evitiamo di maltrattare le olive, le portiamo sane e integre al frantoio e si passa la giornata a raccogliere le olive con noi dell’albero adottato”.

Giovanni ha voluto ringraziare la prima che ha adottato un ulivo, la dottoressa Anna Miani, di Foggia, che è stata tra le prime che ha visto dopo il coma, quando era in ospedale. “Lei è stata la mia prima adottante, mi ha dato fiducia e mi ha sostenuto in questo progetto. È stata una delle prime persone che ho visto dopo il coma”.

La storia di Giovanni un esempio di resilienza, di amore per la propria terra, di sostenibilità ambientale. Un messaggio di speranza e di vita, che parte da un incidente e arriva fino agli ulivi.

Servizio a cura di Vittorio Agricola.

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