Vico del Gargano, nuovo sfregio a Calenella

VICO DEL GARGANO (FG) – L’ultimo sfregio alla proprietà comunale del villaggio turistico “Macchia di Mare”, compiuto da “ignoti”, ci sveglia da un lunghissimo sonno e contemplazione. Non è più tollerabile che uno dei beni più preziosi della dotazione comunale sia lasciata all’abbandono, terra di nessuno, alla mercè di tutti. Quello che doveva essere uno dei punti di forza per la valorizzazione economica, occupazionale, ambientale, culturale, sta diventando luogo di saccheggio a buon mercato.

È una sconfitta per tutti. Il cittadino si sente defraudato del bene, appartenuto ai nostri padri e nonni ed oggi dev’essere custodito per i nostri figli e nipoti. La politica tace da troppo tempo; partendo dagli anni settanta e una decina di sindaci e amministrazioni di vario orientamento, non siamo stati in grado di restituire a questo bene, un ruolo, una dignità progettuale, un percorso, nessuna fruizione collettiva in favore delle generazioni future e di tanti giovani girovaganti. È mancato, e continua a mancare, un legame pratico fra la comunità vichese e il bene comune. Tale legame è essenziale da due punti di vista. In primo luogo da quello della cura del bene stesso, secondo dando vita ad un’attività condivisa di quel bene, cioè un bene che produce sulla vita delle persone gli effetti pratici. In una fase di forte bisogno e fuga di giovani bisogna cogliere tutte le opportunità derivanti dai beni abbandonati o sottoutilizzati di cui Vico è pieno.

Dobbiamo riscoprire il valore della sfida; ridare una identità al bene comunale e il suo modo di essere utile. Prendersi cura di un bene pubblico nell’interesse generale è sicuramente l’esercizio più alto della vita amministrativa. L’obiettivo di questa amministrazione, che si avvia alla costruzione della “Città del Gargano”, è dimostrare con i fatti che oggi si possono amministrare i paesi, e i beni, utilizzando, oltre alle modalità tradizionali, anche il modello della condivisione, grazie alla quale i cittadini mettono a disposizione della comunità tempo, competenze, esperienze e idee per prendersi cura dei beni abbandonati e/o sottoutilizzati presenti sul territorio vichese. Concretamente: è un percorso, è una sfida, ma se vogliamo fermare questo scempio di Macchia di Mare, e tutti i prossimi assalti ai beni comunali, questo può diventare un modo “normale” di amministrare il nostro paese

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