VICO DEL GARGANO (FG) – Lei dice ricominciare, ripercorrere un cammino insieme dopo tanto tempo. Ha una sua idea in testa, raccontare gli anni 80 secondo Francesca. Si sarà divertito assai il mio coetaneo George Lucas, regista del celebre film ‘American Graffiti’. È un bellissimo film che meglio rappresenta la gioventù americana degli anni cinquanta, con musiche, canzoni, miti e atmosfere ormai datate; la sorgente della musica leggera e delle radio libere, perché tutto parte da qui. E se non avete visto il film, se non avete mai messo piede in una radio libera, allora non vi sforzate di parlare di musica.
Chi mai poteva immaginare che nel 2026, a Vico del Gargano ‘la Franceschina’ avrebbe emulato Lucas trasferendo il racconto nel cuore degli ANNI 80. Per la seconda volta sono rimasto affascinato, non solo per la musica; c’è un modo di fare scena che abbatte il tempo e i ricordi, non ha bisogno della ‘quarta parete’ perché quelli che ieri erano alunni e figure iconiche: presidi, insegnanti, bidelle, il secchione che passa il compito in un liceo qualsiasi, di una città o paese qualsiasi, oggi sono Giorgia Tomaiuoli, Libera Cilenti, Germana Raspone, Antonietta Fontana, Lucrezia Cilenti, Nicola Tavaglione, Marco Fiore, Pia Palumbo, Laura Delli Muti, Nicole Falcioni, Maria Giovanna Cilenti, Annarosa Lutanno, Rosy Gala. Tutto è coinvolgente, tutto è messo sullo stesso piano: il ritmo, la recitazione, la musica, gli attori e il pubblico. Così batte il cuore del teatro e così battono mille cuori di una generazione che si ritrova tutta insieme. Tutto questo si chiama ‘musical’.
Lo spettacolo di ieri sera “Questione di…anni 80”, del MUSICAL TEAM Compagnia Teatrale, scritto e diretto da Francesca Fiorentino, che ha raccontato fatti, usi, costumi, tendenze, musica, personaggi di quegli anni, non è solo uno spettacolo di memorie, malinconie, canzoni e musica, si tratta invece di estrema sensibilità nel guardare un periodo che ha visto (secondo Francesca) ‘la meglio gioventù’. È la lettura sentimentale di una generazione che, fra le altre cose, si è nutrita di musica e canzoni; quasi un rifugiarsi rassicurante nei versi e nei messaggi di quel tempo andato. Possiamo dire una riscoperta delle stagioni interiori, un guardarsi allo specchio. La Francesca conduttrice supera il perimetro del teatro e affronta con la leggerezza del ricordo il vasto campo dell’antropologia: la grande vitalità dei giovani, l’intreccio fra musica innovativa, mode colorate, colori vivaci, acconciature e accessori vistosi, capelli cotonati, desiderio di libertà e socialità intensa; tutto questo ha disegnato il volto degli anni 80.


