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Vico del Gargano torna ad essere lume e riflettore sull’arte: ecco l’Accademia degli Eccitati 2.0

Il borgo di Vico del Gargano torna ad essere lume e riflettore sull’arte e sul suo valore sociale ed ecologico, diventando osservatorio privilegiato della contemporaneità.
Gli organizzatori

Vico del Gargano (Fg), 20 ottobre 2021 – Il borgo di Vico del Gargano torna ad essere lume e riflettore sull’arte e sul suo valore sociale ed ecologico, diventando osservatorio privilegiato della contemporaneità. Lo fa grazie all’innovativo progetto “Accademia degli Eccitati 2.0L’arte urbana accende i lumi sull’ecologia”, finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito di Sthar Lab, coordinato da DDuMstudio insieme al Comune di Vico Del Gargano.

A metà del ‘700 le Accademie illuministe europee ripensarono il concetto di “felicità” dei popoli accostandolo a quello del sapere come pubblica utilità”: un sapere non più fine a sé stesso, ma disponibile per il territorio al fine di migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti.

Tra quelle Accademie c’era anche quella “viciense” che risvegliò le coscienze degli abitanti locali, facendo di Vico l’unico centro illuminista di Capitanata di cui oggi si abbiano fonti documentate.

Il progetto “Accademia degli Eccitati 2.0” rispolvera il significato di eccitare – inteso come svegliare, stimolare, sollecitare i sensi e la mente ad uscire dal letargo dell’oscurantismo e del dogmatismo – dando vita ad un intervento contemporaneo capace di accendere i “lumi” su tematiche di estrema attualità legate all’ecologia, utilizzando il linguaggio visivo della street art.

In questi giorni, infatti, il borgo garganico accoglie quattro artisti provenienti da diverse parti d’Italia – Salvo Ligama, Nadia Groff, Lorenzo Tomacelli e Alessandro Suzzi – chiamati a raccolta per realizzare quattro installazioni dedicate a sette temi attuali legati all’ecologia su cui accendere i riflettori ed eccitare le menti.

Il numero sette è legato ai “Sette Dolori della Vergine”, personaggio legato alla storia dell’Accademia degli Eccitati del ’700. I sette dolori della Vergine verranno rielaborati dagli artisti in chiave laica e contemporanea, investigando sette risorse ecologiche spesso in “sofferenza”.

Gli artisti

Salvo Ligama racconterà l’Energia in via Sbrasile, Nadia Groff il Suolo e l’Atmosfera in via Fuoriporta, Lorenzo Tomacelli i Borghi e il Cibo in piazza Mercato, Alessandro Suzzi gli Oceani e le Foreste in via Rostagno.

Le installazioni, aventi come tema le sette tematiche, saranno inserite nel tessuto urbano di Vico del Gargano e creeranno un nuovo itinerario artistico-culturale capace di ridisegnare e valorizzare non solo il centro storico, ma anche la periferia e la vista sul paesaggio circostante.

Il circuito di installazioni di arte urbana nasce con l’obiettivo di valorizzare la biblioteca ‘Giuseppe del Viscio’, che possiede un patrimonio di 25.000 libri catalogati ed è un contenitore unico per lo studio e la conoscenza della storia e della cultura meridionale in epoca moderna (conta circa 3.500 unità bibliografiche, tra manoscritti, cinquecentine, edizioni del ‘600 e, soprattutto, edizioni del ‘700 e dell’800).

«Il percorso di fruizione artistico-culturale è immaginato come un percorso ludico, di riflessione e introspezione, guidato da una contemporanea Atena 2.0 – dea della saggezza da sempre associata ai luoghi della cultura come musei e biblioteche ma anche musa degli eccitati viciensi – che porta il fruitore sia fisicamente che virtualmente, tramite l’uso di targhe interattive con QR code,a scoprire il borgo e il patrimonio di Vico tramite i luoghi della cultura e i sette temi scelti», spiegano i creativi di DDuMstudio, che aggiungono: «In questa ottica il progetto potrà essere integrato e ampliato negli anni, portando alla ribalta nuovi temi su cui riflettere, proprio come facevano gli eccitati al loro tempo con gli happening periodici di incontro e riflessione con altri studiosi/artisti e con le comunità locali».

PROGETTO E DIREZIONE ARTISTICA

DDuMstudio

TRE TESTE E SEI MANI, non un mostro mitologico, ma uno studio di architettura e design fortemente contaminato dal mondo dell’arte e del progetto, ed inevitabilmente appassionato di Sud. Esploratori instancabili del design come atto e della narrazione come processo, Chiara Pirro, Laura Pirro e Giulio Mandrillo raccontano storie, territori e persone attraverso COSE, SPAZI e COMUNITÀ. Convinti che solo le #manintelligenti possano fondere il fare ed il sapere per produrre valore, dal 2015 si sono trasferiti sul Gargano, a San Marco in Lamis. Lo studio lavora nell’ambito dell’architettura, del paesaggio rurale e dello spazio pubblico, e in quello del design applicato all’agroalimentare. Premiati nel 2018 nella top10 Paesaggio & spazio pubblico under 36 della X edizione del premio nazionale New Italian Blood, contano diversi riconoscimenti e mostre in ambito nazionale e collaborazioni nell’ambito pubblico e privato. Dal 2015 coordinano il settore artistico all’interno di Vazapp, hub rurale di innovazione sociale in campo agricolo. Nel 2019 sono stati inseriti nella pubblicazione nazionale del Consiglio Nazionale degli architetti con il progetto “Teatro dell’Onda” selezionato dal Premio Architetto Italiano e Giovane Talento dell’Architettura.

BIOGRAFIE DEGLI ARTISTI

Ligama

Pittore murale è nato a Caltagirone nel 1986. Ha studiato a Catania dove è iniziata la sua carriera artistica. Studente dell’Accademia di Belle Arti, diventa presto Assistente alla Cattedra di Incisione che lascia nel 2015 per dedicarsi esclusivamente alla pittura dopo avere ottenuto diversi riconoscimenti e premi. Ha esposto e operato in varie sedi italiane all’estero tra Palermo, Napoli, Matera, Caserta, Perugia, Roma, Torino, Milano, Budapest, Bucarest, Mosca. Dal 2019 i colori convivono con reperti d’arte classica. Questo nuovo momento si chiama Noblesse Oblige e caratterizza la sua attuale produzione sia privata che pubblica, in Italia e all’estero. Ultimi lavori di arte urbana pubblica: 2021 Parma – Fondazione Capitale Italiana della Cultura;

2019 Matera – Fondazione Matera Capitale della Cultura Europea; 2019 Favara – Countless Cities, la Biennale della Città di Farm Cultural Park; 2019 Mosca – Istituto Italiano di Cultura – Artika Festival; 2019 Roma, Macro progetto Macro Asilo.

Nadia Groff

Visual designer, nata a Trento nel 1989. Diplomata in “Grafica pubblicitaria, fotografia e cinetica” all’Istituto

d’Arte Fortunato DePero di Rovereto, e successivamente, laureata in “Design e Arti” presso la Libera Università di Bolzano. Si occupa di comunicazione visiva, lavorando come grafica, illustratrice e muralista.

Tra i riconoscimenti più recenti, aggiudicati a Concorsi Internazionali, ricordiamo: “Notte di Fiaba – 7° Concorso Internazionale di illustrazione” con esposizione al Museo Alto Garda – Riva del Garda 2021 | Menzione Speciale; “Posterheroes 2020 – Humans at work”, poster contest con esposizione al GraphicDays Torino 2020; “Reclaim 2020”, poster contest con esposizione al Cheap Festival 2020 – Bologna.

Lorenzo Tomacelli

Artista e illustratore, nato a Canosa di Puglia nel 1992. Si è laureato in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Bari. La sua tecnica unisce il disegno tradizionale alle nuove tecnologie digitali, ispirandosi a leggende e storie della tradizione, per reinterpretare la vita in chiave di realismo magico. Vive e opera a

Cerignola.

Tra i riconoscimenti e le collaborazioni più recenti, ricordiamo: Festival Chiù fa notte e chiù fa forte (2016); Calici nel Borgo Antico di Cerignola (2014-2018); Cheap Festival (2020).

Per aziende del mondo del food ha realizzato immagini per birre artigianali (Birra del Gargano), vini come Cinthya (Cantine Merinum) e Volere Volare (Agricole Pietraventosa), olio. Ha realizzato copertine per

libri come La terra dei giganti di F. Gasbarro (2018) e La forma delle nuvole di G. Pedone (2018).

Alessandro Suzzi

Artista, grafico, art director, nato a Cosenza nel 1980. Si laurea in Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo presso l’Università degli Studi di Bologna.

Da sempre il segno grafico è la sua passione; nel 1996 si avvicina all’arte urbana attraverso il Writing, evento che gli aprirà un mondo nuovo di esperienze creative ed umane, oggi sostanza di vita. Nel 2013

parte il progetto artistico “Gods in Love”, attraverso il quale Alessandro reinterpreta gli eventi biblici in prospettiva laica. Attualmente continua la sua attività artistica spingendo e approfondendo la sua iconografia personale.

Ultimi lavori di arte urbana pubblica: dal 2018 Stigliano (MT), Creative/Art Director presso il festival internazionale di arte pubblica: “Appartengo”; dal 2015 Promozione e organizzazione eventi legati al mondo della street art “Collettivo Scap”; dal 2014 Art Director presso “Onwall”; dal 2007 Art director “TOdesign”.


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