“Coltivare la legalità”, ciclo di incontri formativi nelle scuole di Cerignola

Inizia una nuova fase per il progetto “Capitanata attiva, coltivare la legalità!”, attraverso lo strumento del laboratorio e del processo partecipato che dallo scorso mese di settembre sta coinvolgendo cittadini, terzo settore, istituzioni, imprese e mondo del volontariato nell’elaborazione di proposte concrete per favorire la creazione di spazi di comunità, a partire dai beni confiscati. Nell’ambito dell’iniziativa promossa dalla cooperativa sociale Altereco, infatti, prende vita “Beni confiscati alle mafie: informazione e partecipazione”. Si tratta di momenti di formazione, workshop e discussione che coinvolgo gli alunni e le alunne di alcune istituzioni scolastiche di Cerignola: l’ITET “Dante Alighieri”, l’IISS “Giuseppe Pavoncelli” e il liceo scientifico “Albert Einstein” di Cerignola.

«Attraverso momenti formativi ci concentreremo sulla costruzione di uno strumento utile alla collettività: l’osservatorio cittadini sui beni confiscati. Mettendo al centro le nuove generazioni che attraverso le loro istituzioni scolastiche hanno dimostrato entusiasmo e partecipazione» spiegano i promotori del percorso. Si parte oggi pomeriggio – 19 gennaio 2024 – , dalle ore 16.00 alle 18.00, presso l’ITET “Dante Alighieri”, che ospiterà i momenti di formazione anche martedì 23 gennaio dalle ore 10.00 alle 12.00. Mercoledì 24 gennaio, invece, sarà l’IISS “Giuseppe Pavoncelli” ad accogliere i workshop dalle ore 10.00 alle 12.00. Chiude il ciclo di appuntamenti il liceo scientifico “Albert Einstein” martedì 30 gennaio, dalle ore 9.00 alle 11.00. Il progetto è finanziato dall’Avviso pubblico “Puglia Partecipa”, per la selezione di processi partecipativi da ammettere a sostegno regionale nell’ambito del Programma annuale della partecipazione della Regione Puglia, che invita i cittadini ad accedere a spazi di confronto costruttivi che consentono di prendere parte alle decisioni pubbliche. «L’impegno dei partecipanti sarà indirizzato verso azioni di antimafia sociale legate a consumo critico e alla riqualificazione di spazi pubblici della città, nello specifico sui beni confiscati alle mafie e ci si concentrerà su una possibile valorizzazione degli stessi – concludono dalla cooperativa Altereco – .  Al termine del percorso verrà elaborata una proposta partecipata da sottoporre all’Amministrazione Comunale verso politiche più vicine ai cittadini per quanto riguarda la gestione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali»

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