FOGGIA – A Foggia, negli ultimi giorni, il nome di L. M. è rimbalzato da un condominio all’altro. Amministratore per decine di palazzi, oggi risulta irreperibile. E dietro la sua scomparsa si è aperto un vuoto fatto di bollette non pagate, distacchi dell’acqua e conti condominiali da ricostruire pezzo per pezzo.
Il primo segnale è arrivato da via Rovelli, dove i residenti si sono ritrovati improvvisamente senza acqua. Famiglie costrette a riempire taniche alle fontane pubbliche, mentre nei portoni si moltiplicavano le domande su cosa fosse accaduto. Le verifiche hanno portato tutte allo stesso punto: le utenze non risultavano saldate da mesi. E non si trattava di un caso isolato.
Da viale Luigi Pinto a viale Candelaro, passando per via Molfetta e il Rione dei Preti, la situazione si è rivelata simile. Ammanchi consistenti, in alcuni casi superiori ai duecentomila euro, bollette accumulate, fornitori che bussavano alle porte dei condomìni per chiedere spiegazioni. In diversi stabili i residenti hanno dovuto anticipare somme importanti per evitare ulteriori distacchi, mentre le assemblee straordinarie si susseguivano con un tono sempre più teso.
Nel frattempo, dell’amministratore non c’era più traccia. Secondo testimonianze raccolte tra gli inquilini, M. potrebbe essersi trasferito all’estero, forse in Thailandia. Una voce che circola con insistenza, ma che al momento non trova conferme ufficiali. Quel che è certo è che la sua irreperibilità ha spinto alcuni condomìni a rivolgersi alla Guardia di Finanza. L’avvocato Giovanni Marseglia, legale di un gruppo di condomini, ha presentato una querela per truffa e appropriazione indebita. La Procura sta valutando gli atti.
Il quadro che emerge è quello di una città colta di sorpresa da un caso che coinvolge non un singolo stabile, ma un numero significativo di palazzi. Una vicenda che ha messo in difficoltà famiglie, anziani, lavoratori, tutti alle prese con la necessità di garantire servizi essenziali mentre cercano di capire come sia stato possibile arrivare a questo punto.
Ora la ricostruzione passa attraverso documenti, estratti conto, comunicazioni con i fornitori. E attraverso la ricerca di un amministratore che, nel momento in cui i problemi sono esplosi, sembra essersi allontanato lasciando dietro di sé una lunga scia di debiti e domande ancora senza risposta.


