Il Crocifisso delle stimmate di Padre Pio: confessione a cuore aperto di Giuseppe Saldutto

TERMOLI (CB) – Conclusa l’esposizione del crocifisso delle stimmate di padre Pio in occasione degli 800 anni di San Francesco, nella Parrocchia San Francesco, in viale San Francesco. Senza tanta pubblicità il crocifisso delle stimmate di padre Pio, è stata traslato sull’altare maggiore con al suo fianco la statua di San Francesco nella chiesa al Santo intitolata. 

Giuseppe Saldutto, 55 anni, fotoreporter di Foggia, giornalista investigativo che lavora per i maggiori settimanali italiani, già Vice Presidente dell’Associazione Pro Padre Pio – L’Uomo della sofferenza di Torino, che si è battuta contro la riesumazione e la traslazione di padre Pio nel mondo racconta un retroscena di una sua ultima azione di lavoro che stranamente ha preso la piega inversa. Saldutto dichiara nel suo memoriale pubblico:

“Nel giorno del mio onomastico, il 19 scorso, mi sono recato a Termoli, in provincia di Campobasso, per studiare il fatto di cronaca che il crocifisso sotto cui padre Pio ha ricevuto le stimmate visibili nel 1918, era stato traslato in segreto, nella chiesa di San Francesco di Assisi per alcuni giorni, lasciando il coro di Santa Maria delle Grazie sguarnito della preziosa reliquia storica legata al Santo padre Pio dal 14 al 27 marzo 2026. Qualcosa è successo in me: Ero partito da Foggia con l’ascia di guerra in bocca, il fatto che il crocifisso poteva essere spostato dal suo posto naturale, e storico, aveva suscitato nella mia anima un forte senso di ribellione e di guerra Santa, nei confronti dei Frati che avevano fatto questa iniziativa assurda: per un frate mancato, integralista come me, che da sempre ha combatto le brutture progressiste e anticattoliche che a differenza di me, del mio mondo, io che sono ultraconservatore e cattolico militante in azione nel mondo, dovevo agire per cambiare la realtà. Giunto sul posto, sono entrato nella grandissima chiesa di San Francesco a Termoli: c’era solo una coppia di anziani in preghiera lontani dall’altare maggiore, su cui poggiava la teca con il crocifisso delle stimmate di San Giovanni Rotondo, c’era anche una signora seduta a pochi metri dalla preziosa reliquia storica della vita di padre Pio. Dopo un attimo di indugio, mi dirigo verso il primo banco, mi siedo al fianco della signora anziana, che è in preghiera e recito anche io un Gloria al Padre, per poi rimanere alcuni minuti in silenzio…In quel momento sotto la statua di San Francesco e il crocifisso del mio Padrone (padre Pio da Pietrelcina ndr), succede un fatto miracoloso che mi collega ai due Santi per cui tifo: la mia anima si libera di quell’amaro gusto della guerra, volevo montare una polemica, come ho fatto sempre…ma in questo caso i 2 Santi hanno operato nella mia anima e mi hanno comunicato che: “Il Crocifisso delle stimmate va da chi non può andare a San Giovanni Rotondo, per motivi logistici, di povertà, di malattia…e come diceva padre Pio per i poveri di Fede…” Quindi mi dirigo sul Gargano, con un animo buono, ristorato dalla presenza dei 2 Santi. Uno padre Pio lo conosco bene da prima della mia nascita in Terra, l’altro San Francesco, è entrato nella mia vita dopo l’11 agosto scorso, siccome l’ho sempre trascurato e sottovalutato, considerando da sempre padre Pio NUMERO UNO e tutti gli altri son nessuno…ha fatto la mia conoscenza il giorno della morte di mio padre che era nato il giorno di San Francesco, e morto il giorno di Santa Chiara…Da li ho fatto la scoperta, poi rinnovata il 14 agosto a Monte Sant’Angelo, dove padre Pio mi ha fatto scoprire delle tracce storiche di San Francesco a Monte e a Foggia da Federico II…San Francesco si stava preparando a riprendersi lo scettro in Italia, come merita, negli ultimi 80 anni il sistema di sottomissione, aveva cancellato tante feste religiose, come San Giuseppe rosso sul calendario nel 1970, oggi non più…ma anche San Francesco patrono d’Italia ma senza il rosso sul calendario…non bisogna dare troppo spazio alla religione, a quelle straniere si, bisogna dare spazio tempo e denari…chissà se un giorno questo sporco mondo cambiera?”: 

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