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Jazz a Vico del Gargano: Paolo Fresu e Omar Sosa in concerto

Di Michele Angelicchio.

VICO DEL GARGANO (FG) – È veramente il caso di dire, anzi gridare, finalmente Jazz! Per chi si è nutrito di Radio Libere il grido è ancora più forte. Un vero e raro concerto di buona musica a Vico del Gargano con il duo Paolo Fresu, Omar Sosa. Chi sono questi due grandi portati da FestambienteSud che suoneranno al Convento dei Cappuccini la sera di martedì 29 luglio.

FRESU nasce a Berchidda nel 1961, un paesino di duemilae600 anime, a metà strada fra Sassari e Olbia. Da ragazzo inizia a studiare musica quando aveva solo 11 anni, si trasferisce a Sassari. si iscrive presso il Conservatorio di Luigi Canepa ed è in questa occasione che avrà modo di sperimentarsi con il jazz nella sua Berchidda, dove dal 1988 si tiene un festival unico nel suo genere, “Time in Jazz”. Dice: “ La tromba è la mia voce con cui parlo da sempre a chi viene ad ascoltarmi. Ci soffi dentro e si apre un mondo. Avevo 22 anni quando Chet Baker mi sentì durante una prova e disse che il mio Monk era OK. Accadde al Festival Jazz di Sanremo. Appena arrivato scoprii con grande emozione che il giorno dopo suonava anche Chet. Dopo le prove stavo rimettendo la tromba nella custodia quando dalla penombra della platea vidi un uomo avanzare, lentamente. Veniva verso di me e solo quando fu sotto il riflettore capii che era lui, Chet Baker. Cominciai a tremare come una foglia e lui in un italiano neanche troppo maccheronico mi disse: Round Midgnight lo hai fatto proprio come Monk. Bravo! “ Da quarant’anni la sua tromba loquace, unica, romantica e struggente. L’ultimo lavoro si ascolta in tre cd, “Legacy” (Tuk Records) che non possono mancare nelle mani degli appassionati Jazz. Paolo continua:”Qui a Berchidda, grazie alla musica, è germogliata la pianta della cultura. E cultura significa fare qualcosa che attraverso l’arte arricchisce e rimodella un territorio personale e collettivo». Nel libretto che accompagna i cd Fresu ricorda che sono 40 anni con il Quintet, 20 con il Devil Quartet e 22 anni quelli ben spesi in duo con il pianista e compositore americano Uri Caine, con il quale nel novembre 2014, si sono esibiti in concerto nel tempio della lirica, alla Scala di Milano.

Omar SOSA, nato a Cuba, ha cominciato a studiare musica a otto anni al conservatorio della sua città, dove ha ricevuto una formazione accademica in composizione, armonia e strumentazione. Molto presto ha iniziato a suonare nei contesti più vari, scoprendo il jazz, il pop, il funk, oltre alla musica cubana tradizionale. Ma il genere che lo affascina maggiormente è il jazz: sente che è più di una musica, una vera filosofia di vita, una scuola di libertà. Nel 1993 emigra in Ecuador e nel 1995 si trasferisce in California, ma trascorre molto tempo in Europa. Si afferma come leader del jazz ibrido, aperto ai ritmi latini e afro-americani di tutto il Nuovo Mondo, ma anche a quelli dell’Africa del Nord, ai canti berberi e al rap. È considerato un simbolo dello scambio artistico universale, un poliglotta musicale che unisce i continenti, tra utopia e realtà.

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