SAN GIOVANNI ROTONDO – Il pomeriggio dell’8 luglio 2025 resterà scolpito nella memoria di chi ha assistito al vasto incendio che ha devastato la Piana di Campolato, sul Gargano, ai piedi di Monte Calvo, fra San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo e Manfredonia. Le fiamme, divampate attorno alle ore 13, hanno ridisegnato per ore il paesaggio, avvolgendolo nel fumo e fiamme. Decisivo l’intervento dei canadair e della Protezione Civile per contenere il disastro.
Tra i testimoni diretti c’è il fotografo e giornalista Giuseppe Saldutto, protagonista di un drammatico racconto di salvezza.
“Ho visto sorella morte in faccia, quando ho cominciato a respirare fumo… ho pensato – sto per morire avvelenato e poi bruciato – ricorda Giuseppe Saldutto.- Martedì di terrore, non riuscirò più a cancellare i secondi di terrore alle ore 13,15 circa di giorno 8 luglio 2025. Ero finito nel banco di fumo bianco, sembrava di essere con la nebbia in pieno giorno… Le fiamme sulla mia sinistra, il fumo mi aveva bloccato, non si vedeva più nulla se arrivavano auto di fronte e il fuoco sulla mia sinistra… poi all’improvviso il fumo è penetrato all’interno dell’abitacolo dai finestrini posteriori che avevo lasciato aperti… ho respirato quel fumo… e in quei secondi ho pensato… sto per morire avvelenato e bruciato… la mia vita finisce qui in campagna tra San Giovanni e Monte… Andavo alla Grotta di San Michele, per pregare, venivo da San Giovanni Rotondo… dove passo gran parte del mio tempo privato e lavorativo… Quando il respiro mi veniva a mancare mi sono messo a gridare… – Padre Pio aiutami… – all’improvviso il cielo e la terra sono riapparsi immediatamente… e mi sono fermato sul ciglio della strada…vedendo il fuoco che divorava tutto alle mie spalle, ho cominciato a tremare, a piangere e vomitare ho chiamato i Vigili del fuoco… La protezione civile di Monte interviene rapidamente… mi offriva acqua minerale… e continuavo a vomitare… a tremare e piangere come se fossi un bambino… Nell’attesa dell’arrivo della Protezione Civile ho fermato tutte le auto e furgoni che provenivano da Monte Sant’Angelo per proseguire verso San Giovanni Rotondo, affermando che non si poteva transitare…e tutti hanno effettuato fermata, altri giravano per tornare indietro e trovare altre strade come quella verso Mattinata…per poi andare a Manfredonia e salire a San Giovanni Rotondo. Poi a Monte, quando sono sceso verso Manfredonia…i vigili urbani mi hanno detto che l’incendio continuava e la strada era chiusa al traffico erano oltre le 16. Che dire? Padre Pio è intervenuto di nuovo per salvarmi la vita un’ ennesima volta…Nella mia vita, sono caduto da cavallo, dalla moto, incidenti anche in acqua a Vieste mentre fotografavo dal mare su una piccola imbarcazione di fortuna un famoso attore australiano…poi la guerra in Albania nel 1997 con tutti i pericoli connessi e sconnessi…gli spari nella notte a pochi metri dalla mia camera da letto ed io continuo la nottata a dormire, ma sotto il letto rifatto, per paura di essere ucciso…Avevo rifiutato una missione in Afghanistan dicendo: non farò più lavori pericolosi…lo giuro…Ma questa esperienza mi ha segnato per tutta la vita…mi fa sentire più vivo…e forse ci voleva: per capire quanto è delicata, preziosa, la vita…Delle volte forse non ci pensiamo…pochi secondi cambiano la vita per sempre. Stamani al Santuario dell’Incoronata, ho ringraziato padre Pio: ho acceso alcune candeline vicino alla statua del Santo che ricorda la sua visita al famoso Santuario Mariano oltre un secolo fa”.
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