La “Torretta di Varano” sta per crollare, ma a nessuno interessa

Numerosi appelli e nessuna risposta per poter cercare di salvare la torre

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Rischia di crollare definitivamente la “Torretta” medievale di Varano nei pressi di Foce Varano, nel giro di pochi mesi è venuta giù parte del muro circostante di una finestra in pietra. Da anni la struttura riversa in un completo degrado, quasi dimenticata da chi dovrebbe agire di competenza, la parte superiore del solaio era già ceduta decenni addietro. Ciò che regge, ancora per poco e in un precario equilibrio, è un affascinante cordone di muro merlato a coda di rondine simile a quello presente sulla vicina “Torre Grande”.

Il glorioso passato dei nostri avi, della nostra terra, non riesce a impietosire chi di dovere, nonostante si è arrivati al punto di dover vedere, dall’oggi al domani, la torre in un mucchio di macerie. I numerosi solleciti e i continui appelli indirizzati a tutti gli enti di competenza non hanno ottenuto alcunché di concreto, ma la battaglia non è ancora persa, la struttura può essere recuperata. Una volta messa in sicurezza e restaurata, la Torretta di Varano potrebbe far parte di vari progetti mirati a valorizzare questo nostro prezioso territorio.

Le immagini delle due torri di Varano sono protagoniste delle due edizioni del volume “La storia d’Ischitella dalle origini a fine ‘600 attraverso i cognomi estinti” di Giuseppe Laganella.

La storia delle Torri di Varano

Notizie della “Torretta” e della “Torre Grande” si hanno già nel XIII secolo con loro fondazione da parte Riccardo Di Lauro, figlio di Siffridina, feudataria e contessa di Ischitella e Caserta.Tra le illustri parentele che Riccardo poté vantare è certamente quella con il grande imperatore Federico II di Svevia, con il quale fu genero avendo sposato una delle sue figlie di nome Violante.

Da una fonte angioina (registro 439) si ricava il periodo di fondazione delle due torri che si presume sia il 1269. Questa data è confermata anche dalla successiva fonte (registro 448) in cui è riportato lo stesso Riccardo Di Lauro che per ordine di Re Carlo e per conto dell’Abbazia di Calena, riscuoteva i proventi del “Pantano di Varano” che è la zona dove sono presenti le due torri di Varano.


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