Manfredonia, Marasco: “Il Comune gonfia la Tari? Ecco come scoprirlo e ottenere il rimborso”

Continua a tenere banco la questione della quota variabile Tari, che diversi  il Comune ha applicato illegittimamente anche alle pertinenze delle utenze domestiche, sollevata dalle interrogazioni del Capogruppo Consigliere Comunale GIUSEPPE MARASCO . Il problema – segnalato più è sorto dal 2014 con il passaggio alla Tari, che prevede l’applicazione del metodo normalizzato (Dpr 158/99) distinguendo la quota fissa dalla quota variabile. Dopo la breve parentesi del 2013 con la Tares (per i Comuni che l’hanno istituita), si è passati da una tariffa “monomia” della Tarsu a una tariffa “binomia” della Tari, composta da una quota fissa correlata alla superficie e al numero dei componenti del nucleo familiare, e da una quota variabile collegata solo al numero degli occupanti.  Entro quale termine il contribuente può chiedere il rimborso al Comune? È obbligatorio per il Comune rispondere all’istanza? L’articolo 1 comma 164 della legge 296/2006 (finanziaria 2007) stabilisce che il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. La stessa norma impone inoltre all’ente di effettuare il rimborso entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza, ma non è da escludere un eventuale silenzio-rifiuto da parte dell’ente.                                                                                                                                            

Qual è il termine per proporre ricorso?  – Il contribuente, in caso di diniego espresso al rimborso, ha 60 giorni di tempo per proporre ricorso alla commissione tributaria provinciale territorialmente competente.  Abbiamo una sola certezza: dall’inizio del mandato la Giunta Comunale ha aumentato tutto ciò che poteva: TARI, oneri di urbanizzazione, IMU, ICI, PASSI CARRABILI, ecc., confermando una tradizione consolidata. Quando governa la sinistra aumentano le tasse.           Una scelta che graverà oltremodo sulle tasche dei cittadini Sipontini, frutto di una politica negligente che negli anni ha sempre rimandato le grandi scelte sulla realizzazione e conseguente localizzazione degli impianti di chiusura del ciclo di rifiuti.

Non si può sempre e solo chiedere ai cittadini di pagare il conto. Prima di approvare ulteriori aumenti tariffari, è necessario avere un report dettagliato sui costi effettivi e sulle criticità strutturali dell’attuale gestione dei rifiuti. Non possiamo far finta che l’overtourism estivo non c’entri niente con questo salasso della Tari. E non è giusto che a pagarne le spese siano i Manfredoniani. Chiedo pertanto che si preveda un piano di miglioramento dell’efficienza e della qualità dei servizi offerti, che si valuti l’introduzione di tariffe più eque basate sulla reale produzione di rifiuti e che tengano conto del fenomeno turistico, con la previsione di sistemi di premialità per i residenti, e che si adottino misure concrete per limitare aumenti futuri, con eliminazione di questi aumenti vergognosi. 

Giuseppe Marasco


Nota: Questo comunicato stampa è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Il contenuto riportato non rappresenta un articolo prodotto dalla redazione di Gazzetta H24.

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