RODI GARGANICO (FG) – L’edizione 2026 del Rodi Jazz Fest sceglie un gesto importante per segnare il proprio ventunesimo anno: un riconoscimento accademico che intreccia musica, identità locale e uno dei volti più noti dello spettacolo italiano. Martedì 23 giugno, all’anfiteatro del Conservatorio di Rodi Garganico, Pasquale Luca Medici — per tutti Checco Zalone — riceverà la Laurea Honoris Causa in Pianoforte Jazz, accompagnata da una Lectio Magistralis aperta agli invitati.
La decisione di dedicare a Zalone il momento centrale della rassegna non nasce dal desiderio di stupire a tutti i costi, ma dalla volontà di riportare l’artista alla sua matrice originaria. Prima dei film, prima dei palasport, c’è il pianoforte: un percorso di studio che il festival ha scelto di riportare in primo piano, affidandogli un ruolo che supera la dimensione dello spettacolo. L’atmosfera dell’anfiteatro, più raccolta rispetto ai palchi all’aperto, contribuirà a dare alla cerimonia un tono quasi confidenziale.
L’appuntamento delle 18 è l’unico a ingresso su invito dell’intero programma, che dal 19 al 23 giugno animerà la città con concerti gratuiti fino a esaurimento posti. Una scelta che conferma la doppia anima del festival: popolare e accessibile da un lato, capace dall’altro di costruire momenti più istituzionali quando la storia lo richiede. La presenza di Zalone, inserita come vertice della rassegna, crea un ponte tra pubblico generalista e appassionati di jazz, un equilibrio che negli anni ha contribuito alla crescita del festival.
Rodi si prepara così a cinque giorni di musica che attraverseranno luoghi, generi e pubblici diversi. La cerimonia del 23 giugno, però, resta il punto più atteso: un riconoscimento che parla al territorio e alla sua capacità di valorizzare percorsi artistici nati lontano dai riflettori. Un modo per ricordare che, dietro ogni personaggio, c’è sempre una storia musicale che merita di essere ascoltata.



